Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

La cessione dei crediti attesa dal 2009
di Rosario Battiato

Rimane lettera morta l’articolo 14 della L.r. 6/2009 (Finanziaria), che contiene già molti elementi anticrisi. Ancora inapplicata la norma per la cessione dei crediti da Pa alle banche

Tags: Regione Siciliana, Pagamenti, Gaetano Armao, Irfis, Ircac, Finsicilia



PALERMO – La Regione prova a liberare le imprese. Il timido tentativo è arrivato nei giorni scorsi col recepimento dell’accordo firmato il 28 febbraio scorso tra imprese e Abi che prevede la sospensione o la moratoria del pagamento dei mutui e dei debiti contratti con le banche dalle aziende. L’estensione riguarda anche le operazioni finanziarie in essere di Irfis-Finsicilia, Ircac e Crias. Le imprese, tuttavia, attendono da molto tempo qualcosa di ben più rilevante: l’applicazione dell’articolo 14 della legge regionale 6/2009 (la finanziaria) che prevede la cessione dei crediti vantati dalle aziende nei confronti della pubblica amministrazione (sono circa 5 miliardi di euro) alle banche, così come ampiamente denunciato in una inchiesta del Qds, pubblicata lo scorso 11 febbraio.

“È necessario – ha spiegato l’assessore regionale all’Economia, Gaetano Armao - che l’intero sistema bancario regionale faccia uno sforzo per dare ulteriori risposte convincenti alle istanze ed ai bisogni più pressanti che vengono dalle aziende siciliane in difficoltà”. L’impegno pare notevole. “Abbiamo chiesto alle imprese bancarie siciliane – ha proseguito Armao - di concordare con le associazioni imprenditoriali ed il Governo regionale un protocollo aggiuntivo che includa misure in favore delle società che non possono essere ammesse alla moratoria”.

Gaetano Armao, e con lui la Giunta regionale, ci stanno provando, ma appare chiaro che qualsiasi tentativo non sarà sufficiente senza mettere mano al problema più rilevante, che poi è il vero nodo gordiano di tutto il sistema: la tempistica dei pagamenti della Pa nei confronti delle imprese. In ballo ci sono 5 miliardi di arretrati, secondo una stima recente, eppure dallo scorso febbraio è stata approvata una direttiva europea - l’Italia dovrà adottarla entro il 2013 - per fissare i tempi di pagamento per le transazioni commerciali entro 30 giorni per la pubblica amministrazione e 60 giorni per i privati. In Sicilia il tema è vecchio.

Da una parte la Regione non può recepire la normativa europea tuttavia, come il Qds ribadisce da oltre un anno, può agire sulla base degli articoli 14,17 e 20 dello Statuto regionale per legiferare in materia di “disciplina del credito” e per “l’ordinamento degli uffici e degli enti regionali”. Nessuno sembra averne voglia. Armao ha agito su due fronti scrivendo, lo scorso luglio come scrive il Qds, una lettera al dirigente generale del Bilancio e Tesoro, chiedendo “di valutare la possibilità di emanare, in tempi certi, apposita direttiva”, così come si legge sull’inchiesta dello scorso febbraio, e poi di riprendere con la nuova legge 7/ 2012 parte dell’articolo 14 della finanziaria mai applicata.

Al momento, però, niente è sembrato muoversi, eccetto per la legge numero 7/2012, nella quale tramite l’articolo 6, il legislatore regionale si è impegnato ad offrire maggiore certezza agli operatori economici nei rapporti con la pubblica amministrazione regionale. L’articolo stabilisce che "al fine di contenere i ritardi nei pagamenti dei debiti non solo degli enti pubblici, territoriali e non, loro società e consorzi ma, adesso, anche della Regione derivanti da contratti di somministrazione, forniture ed appalti” , gli stessi certificano “entro venti giorni dalla ricezione della relativa richiesta da parte del creditore, se il relativo credito sia certo, liquido ed esigibile”.
 


Gli artigiani plaudono al recepimento della sospensione
 
PALERMO - “La moratoria sul pagamento di mutui e debiti contratti dalle imprese con le banche è un’importante opportunità, bene ha fatto la Regione a recepirla: adesso aspettiamo il protocollo che ne definisca la concreta applicazione in Sicilia”.
Lo dice Mario Filipello, segretario regionale della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), a proposito del recepimento da parte della Regione siciliana dell’accordo Abi-imprese sulla moratoria per il pagamento di mutui e debiti contratti con gli istituti bancari.
“L’assessore all’Economia Gaetano Armao ha lavorato nella giusta direzione - aggiunge Filippello - ma l’elenco delle cose da fare è ancora lungo: innanzitutto bisogna trovare le risorse per consentire ai fondi di rotazione Crias l’erogazione alle imprese artigiane della liquidità adeguata alle esigenze del momento”.

Articolo pubblicato il 16 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
L'assessore regionale all’Economia Gaetano Armao
L'assessore regionale all’Economia Gaetano Armao