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Lo scarso senso civico fa dilagare la criminalità
di Margherita Montalto

Forum con Giuseppe La Gala, Comandante provinciale dei Carabinieri di Catania

Tags: Giuseppe La Gala



Trascorso poco più di un anno al Comando provinciale, qual è la sua idea su Catania?
“La visione della realtà catanese mi appare molto più chiara e sicuramente molto più complessa di quanto potessi pensare rispetto ad un anno e mezzo fa. Sono cambiate le forme di aggressione del crimine e l’attività di contrasto ha permesso dei cambiamenti, anche se appaiono poco evidenti in proporzione alla vastità del territorio. Il lavoro svolto nel 2011 spero possa portare a risvolti ancora  più consistenti”.

Quali sono le più grandi criticità del territorio?
“Le criticità rappresentano i problemi di una terra quale è la Sicilia che ha in seno una criminalità economica piuttosto pesante e che non è semplice abbattere. La criminalità predatoria e quella organizzata sono strutturalmente articolate e sono le due realtà con cui dobbiamo confrontarci. Si sta cercando inoltre di colpire sia l’ala militare che quella economica della criminalità, accomunate dal profitto, in quanto l’una è funzionale all’altra”.

Le criticità da cosa dipendono?
“Dipendono dalla mancanza di cultura del senso civico e della legalità che caratterizza questo territorio. L’inosservanza delle regole rende più difficoltoso il controllo del territorio. Basterebbe la collaborazione dei cittadini per fa sì che il nostro lavoro si dimezzasse. Non solo le norme esistono, ma esistono anche i sistemi e gli strumenti per farle rispettare, purtroppo mancando il senso civico, le regole non sono applicate e rispettate perché non sono radicate nella coscienza del cittadino e non basta solo conoscerle”.

I vostri sistemi informatici e i confronti interforze vi avvantaggiano…
“Non solo il supporto dello scambio informativo è importante, ma contribuisce la rinnovata collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e con le altre Forze dell’ordine in quanto siamo accomunati da un unico intento. Il coordinamento fra Forze dell’ordine nasce spesso in maniera spontanea anche se tutto fa capo all’Autorità Giudiziaria e in genere non ci sono sovrapposizioni semmai si trovano intese anche quando si devono mettere in atto delle suddivisioni per materia, per territorio o gruppi criminali da contrastare o di volta in volta per i vari settori. L’ottima ed eccellente intesa fra Magistratura e Forze di polizia su Catania mi permette di esprimere, moderatamente, la mia fiducia sull’ottimizzazione dei risultati conseguiti ai quali se ne aggiungeranno altri”.

Un altro filone da contrastare è quello del racket e dell’usura, quali sono le difficoltà?
Purtroppo è un settore difficile, incontriamo forti resistenze perché manca la collaborazione da parte delle vittime. Anche se conosciamo o individuiamo che il fenomeno è rivolto al cittadino comune o all’imprenditore vittima, non è semplice sviscerarlo. C’è da dire che l’usura non è solo quella che intacca il tessuto economico, ma esiste quella domestica, che scaturisce da esigenze familiari, più nascosta e più difficile da sventare senza la collaborazione della vittima se si ostina a tacere. Richiede lavoro e impegno che potrebbe essere vanificato o da comportamenti non virtuosi o dalla ritrosia della vittima a collaborare”.

Come giudica l’organico del suo Comando?
“Chiaro che con più risorse si potrebbe fare di più; come Comando non ho grosse criticità se si considera che a livello nazionale siamo in carenza di 7/8 mila unità. Mi consola però, che a parità di risorse si riesca a raggiunge un migliore livello di efficienza e questo significa una maggiore percentuale di reati perseguiti e scoperti spendendo di meno abbiamo ottenuto pari o migliori risultati. L’efficienza dei controlli quindi è al massimo”.
 
La formazione dell’Arma dei Carabinieri è abbastanza severa?
“La formazione si basa sul cosiddetto “indottrinamento”, è un valore aggiunto dell’Arma, che consiste nel fare assimilare lo spirito dei valori e dei principi dell’Arma. Il Carabiniere è indotto a ragionare e sentire il peso della responsabilità del ruolo che dovrà rivestire attraverso una serie di addestramenti, con lo studio, il richiamo alla nostra storia, alle nostre tradizioni. Occorre considerare non solo l’aspetto formale ma anche pratico. L’addestramento consiste proprio in questo: il carabiniere è chiamato a svolgere il suo ruolo e deve imparare che, anche se da solo in pattuglia, deve essere in grado di prendere decisioni da solo. Curiamo quindi la formazione tecnica ma non solo…”.

Ma sono molte le richieste di far parte dell’Arma?
“Sono tantissime le richieste, le selezioni sono rigorose e purtroppo dispiace se non tutti possono accedere. Possiamo arruolare poche persone a differenza di qualche tempo fa che si arruolava in massa”.

Dove si trovano le Vostre scuole?
“Per la formazione dei Carabinieri la sede è Reggio Calabria, per i Sottufficiali è Velletri e Firenze, per gli Ufficiali è Modena e Roma, dove c’è l’Accademia e la Scuola ufficiali”.
 

 
Curriculum Giuseppe La Gala
 
Giuseppe La Gala, laureato in giurisprudenza con laurea specialistica, ha ricoperto numerosi incarichi. Fra i recenti, dal ‘02 al ‘06 ha comandato il Comando provinciale di Sassari e dal ’06 è stato aiutante di campo del Ministro della Difesa. Dal ‘08 al ‘10 è stato Capo Ufficio Cerim. del Ministro della Difesa. Ha fatto parte dei Gruppi di lavoro del Com. Gen. per la redazione della nuova legge di riordino dell’Arma. Componente della Commissione Inquirente nominata dal Capo di Stato Magg. della Difesa per l’attentato a Nassirya, da settembre ‘10 è Com. Prov. CC di Catania.

Articolo pubblicato il 20 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giuseppe La Gala, Comandante provinciale dei Carabinieri di Catania
Giuseppe La Gala, Comandante provinciale dei Carabinieri di Catania