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Fisco, pressione al 55%. Italia indietro di 15 anni
di Redazione

Rapporto di Confcommercio. Sangalli: “Tolleranza zero nella lotta all’evasione”

Tags: Fisco, Confcommercio, Pil, Carlo Sangalli



COMO - “Il salto indietro dell’Italia appare sempre più ampio: i consumi sono ai livelli del 1998, il Pil ai livelli del ‘99. Non è più un decennio perso, ci avviciniamo al quindicennio”. È quanto afferma l’Ufficio Studi della Confcommercio.
Nel rapporto sulle “Prospettive economiche dell’Italia nel breve-medio termine”, a cura del direttore dell’Ufficio Studi dell’associazione, Mariano Bella, presentato al via della due giorni organizzata a Cernobbio, si legge che sono “urgenti azioni di contenimento della spesa pubblica nell’ambito della spending review e dell’esercizio della delega fiscale per il riordino delle agevolazioni, per sostituire all’aumento dell’Iva qualche più salutare correttivo che non abbia effetti così gravemente recessivi”.

Secondo la Confcommercio “in assenza di manovre Iva nel 2011 avremmo osservato un incremento della spesa reale delle famiglie residenti pari allo 0,4%, invece del dato di consuntivo pari a 0,2. Per il 2012 la previsione sarebbe stata di -2,1%, invece dell’attuale -2,7%. Per il 2013 e 2014 avremmo previsto +0,1% e +0,7%, invece di -0,8% e +0,6%. Il 2013 è l’anno più colpito dalle manovre Iva, perché si cumulano gli effetti tanto dell’incremento del 2011 quanto, soprattutto, il pieno dispiegarsi delle conseguenze dell’incremento di ottobre 2012”.

Nello studio si afferma poi che senza crescita economica, per l’Italia il “prezzo” del fiscal compact, il trattato intergovernativo firmato da 25 Paesi dell’Ue (restano fuori Gran Bretagna e Repubblica Ceca) che dovrebbe entrare in vigore nel gennaio 2013, previa ratifica da parte di 12 paesi dell’Eurozona, “sarà elevatissimo, forse insopportabile”. Il trattato, è il monito, “è perfettamente compatibile con un progressivo impoverimento dei cittadini italiani”.

In Europa, si rileva ancora, la pressione fiscale “è oggi mediamente inferiore al valore della fine degli anni ‘90. In Italia è superiore e si appresta a raggiungere, quest’anno, i massimi di sempre”. Eliminando dal Pil la quota derivante dall’economia sommersa, “la pressione fiscale legale, cioè quella gravante sui contribuenti in regola, raggiunge per l’Italia il 55%, portando il Paese al numero uno della classifica europea, e quindi mondiale”.

Nel rapporto il direttore Mariano Bella sottolinea inoltre che in Italia “il tasso di investimento per unità di lavoro a tempo pieno è fortemente decrescente, almeno a partire dai primi anni 2000. Questo compromette le possibilità future di crescita”.
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, lancia poi un appello per la “tolleranza zero” nella lotta all’evasione e alla elusione fiscale. “Tolleranza zero - afferma - perché chi evade e chi elude mina le fondamenta del patto di cittadinanza e agisce contro la crescita e lo sviluppo del paese. Zero - aggiunge - e a 360 gradi, perché, nel 2012, oltre 280 mld di base imponibile evasa confermano che evasione ed elusione sono patologie che tagliano trasversalmente tutta l’economia e la società italiana”.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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