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Palermo - Primarie definitivamente tradite con Orlando che scende in campo
di Andrea Uzzo

Un altro candidato-sindaco. Ferrandelli: “Recuperi senno, la scelta danneggia il centrosinistra”. L’esponente Idv: “Non acconsentirò che Palermo sia consegnata al clientelismo”

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO – Leoluca Orlando, prima di annunciare la notizia che tutti sanno già, fa una lunga premessa: “Vorrei parlare della Palermo di domani, in cui mettere insieme il rating di Moody’s con i vicoli del centro storico, bisogni non ignorati, una rete di servizi sociali vera, ali non tagliate da clientelismo e mafia.
 
Esattamente come era la Palermo dell’altro millennio (cioè quando era lui sindaco,  nda). Invece Palermo nell’ultimo decennio è diventata un’altra cosa: una città in default, municipalizzate in fallimento, il Teatro Massimo una cattedrale con attorno il deserto”. Poi comunicando la sua candidatura a sindaco, ne spiega i motivi. La sua, sostiene, non è un’auto-smentita dopo che alla vigilia delle primarie aveva detto “anche in aramaico” che non si sarebbe candidato: “È un evento che non si prevedeva” dovuto “a primarie inquinate” e “a decisioni prese dai coordinamenti nazionali”. D’accordo, c’è il verdetto dei Garanti delle primarie che hanno confermato la vittoria di Fabrizio Ferrandelli, ma Orlando fa notare: “Annullando il voto allo Zen hanno dato un’indicazione etica che la politica doveva seguire annullando le primarie e individuando un nuovo candidato o tra i quattro contendenti alle primarie o esterno a essi”.

Invece Pd e Sel hanno scelto di appoggiare Ferrandelli, cosa che a Orlando non va giù perché “si consegna Palermo a Lombardo, che è indagato per mafia e rappresentata un sistema di potere”. Per la sua ex creatura Orlando ha parole durissime: “Ferrandelli era un giovane virtuoso che a un certo momento per smania di protagonismo o ingenuità è finito nelle mani di Cracolici e Lumia, compari di Lombardo”. Sui presunti brogli dice: “È di una gravità etica inaccettabile che sostenitori di Ferrandelli detenessero in casa propria schede elettorali di altri e che lui li abbia difesi”.

In sala l’intervento di Orlando è accompagnato da fragorosi applausi,  anche se qualcuno dei supporter pur condividendola ammette: “É una  scelta kamikaze”. Lo stesso Orlando sembra esserne consapevole: “La mia  candidatura è diventata necessaria, dovessi prendere un solo voto non acconsentirò mai che Palermo sia consegnata a clientelismo, scambi di voto, violenza”. Orlando – che avrà l’appoggio di Idv, Verdi, Fds e liste civiche – parla anche di programmi e sullo spettro default dice: “Ripristineremo l’Ufficio Europa: i soldi sono a Bruxelles, basta chiederli”.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Leoluca Orlando
Leoluca Orlando