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Dipendenza da stupefacenti, un software può sconfiggerla
di Redazione

Progetto Outcome: il 78% del tempo passato in terapia è trascorso in assenza di assunzione di droghe. Un network di servizi per monitorare e valutare scientificamente gli esiti dei trattamenti

Tags: Giovanni Serpelloni, Stupefacenti, Droga



PALERMO - Per il campione di 8.145 utenti, il 78% del tempo passato in terapia è stato trascorso in assenza di assunzione di droghe. è il bilancio del progetto “Outcome”, attivato 3 anni fa e realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga, la cui delega è affidata al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi.
 
I risultati sono stati presentati ieri presso la Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi. Attraverso il progetto “Outcome”, riferisce una nota del dipartimento, è stato possibile per la prima volta, tramite la creazione di un network italiano di servizi per le dipendenze dotati di un software di gestione clinica dei pazienti, monitorare e valutare precisamente e scientificamente gli esiti dei trattamenti per le persone tossicodipendenti presso i dipartimenti delle dipendenze.

Nel progetto sono stati coinvolti 31 Dipartimenti delle Dipendenze in tutta Italia che dispongono di database ben strutturati. Liguria, Lombardia, Veneto, Trento, Umbria, Marche e Sicilia, le regioni intervenute. I soggetti totali risultati in trattamento nel corso del 2010 con farmaci e trattamenti integrati sono stati 5.888, quelli in terapia con buprenorfina 2.257. Complessivamente quindi il campione totale di soggetti ha riguardato 8.145 utenti. Dai risultati si evince che il 78% del tempo passato in terapia è stato trascorso in assenza di assunzione di droghe. Un risultato che migliora con l’aumento del supporto psico-sociale e dei controlli.

Questo dimostra anche come uno strumento di gestione clinica possa consentire sia il monitoraggio delle pratiche usate (tipo di terapia, dosaggi,), sia degli indicatori di esito (astensione uso eroina, uso contemporaneo di altre droghe, qualità di vita, reinserimento e rischio di patologie correlate) favorendo quindi un processo di qualità nei servizi per le dipendenze patologiche.
 
All’incontro di ieri, ha partecipato, tra gli altri, Wilson Compton, direttore della Divisione di Epidemiologia del National Institute on Drug Abuse (Nida), che oltre ad aver illustrato il sistema di valutazione americano degli esiti dei trattamenti, si è congratulato per il sistema messo a punto dal Dpa, che ha definito un sistema innovativo e all’“avanguardia” anche nella valutazione dei costi e dei benefici delle terapie, auspicando, che attraverso la collaborazione scientifica in corso tra i due paesi, se ne possa mettere a punto uno simile a quello italiano da poter utilizzare negli Stati Uniti.
 
“Ritengo che sia fondamentale - ha dichiarato Giovanni Serpelloni, capo del Dpa - possedere il sistema di gestione clinica dei pazienti per la valutazione degli esiti dei trattamenti, proprio al fine di poter migliorare le pratiche cliniche alla luce dei reali risultati ottenibili in termini di cessazione dell’uso di sostanze e reinserimento socio lavorativo.
 
Tutto questo anche al fine di migliorare l’utilizzo del denaro pubblico. Considerati i risultati molto incoraggianti di questo sistema, abbiamo attivato un analogo progetto indirizzato a tutte le Comunità italiane al fine di poter monitorare e valorizzare i risultati terapeutici ottenuti”.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Giovanni Serpelloni, capo del Dpa
Giovanni Serpelloni, capo del Dpa