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Monti ha convinto l’Ocse, ma l’opera è incompiuta
di Redazione

Austerità e tagli al bilancio, Italia “buon esempio”. Ma l’attenzione resta alta

Tags: Mario Monti, Economia, Ocse, Sviluppo, Occupazione, Lavoro



ROMA - “L’Italia è un buon esempio non solo di misure di austerità e taglio del bilancio” ma anche di crescita e occupazione grazie ai recenti provvedimenti adottati dal governo Monti. Ad affermarlo il segretario generale dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) Angel Gurria, a Bruxelles, nel corso della presentazione del rapporto sull’eurozona e l’Ue.

Con il “Cresci Italia, il Salva Italia, ora più recentemente il Lavora Italia, con cui si introduce la flessibilità del lavoro e nuove modalità a questo legate, più il Semplifica Italia” il governo Monti ha introdotto “quattro elementi necessari e tutti altrettanto importanti”, ha sottolineato Gurria. Grazie a questi provvedimenti, con l’auspicio in particolare che la riforma del lavoro sia adottata dal Parlamento italiano, il Paese dovrebbe tornare a crescere tra “lo 0,6% e lo 0,8% all’anno”, ovvero “un un enorme balzo in avanti, e questa non è solo austerità”, ha aggiunto il segretario generale dell’Ocse.

Nel rapporto Ocse, però, si legge che “in Paesi con una crescita persistentemente bassa come l’Italia, c’è la necessità di ritornare a un percorso di crescita più forte e di migliorare la competitività”. E ancora che l’Italia, pur in una “migliore posizione rispetto al livello del suo deficit” rispetto a Grecia, Irlanda, Portogallo e Spagna, “ha bisogno di rafforzare la sua capacità di credito”.
 
Per questo, in generale, spiega l’Ocse, un “impegno e una comunicazione chiari sulle riforme esistenti e quelle future può aiutare a ridurre i risparmi precauzionali dovuti all’incertezza e allo stesso tempo aumentare le possibilità che gli investimenti e i consumi aumentino anticipando i futuri benefici delle misure di riforma”. E questo, continua l’Ocse, “potrebbe anche abbassare gli spread in Paesi come Italia e Spagna” nella misura in cui si ha la percezione che “porti a redditi più alti e renda il peso del debito più sostenibile”.

Poi il monito: “Serve un’azione decisa per stabilizzare i mercati vulnerabili del debito sovrano dell’eurozona”, in particolare “i fondi” salvastato dell’eurozona “devono essere accresciuti per fornire un sostegno credibile”.
Anche se la “governance strutturale, fiscale e finanziaria dell’Ue è stata rafforzata”, ora “queste misure devono essere messe in atto, e ci sono aree dove le riforme dovrebbe andare più lontano”, per cui “la loro effettiva attuazione è essenziale per il loro successo”, ha ammonito Gurria da Bruxelles. Secondo quanto sottolinea il rapporto Ocse, infatti, “ci sono ampi rischi negativi per il sistema e l’attività finanziaria, che dipendono da come la crisi sarà risolta”.
 
Il lavoro finora svolto, infatti, resta “incompiuto”, ha avvertito il segretario generale, e anche se le tensioni sui mercati si sono allentate e gli spread calati “la fiducia nel debito dell’eurozona è fragile”, mentre le misure prese dalla Bce devono ancora dare appieno i loro effetti. Quindi l’outlook delle condizioni finanziarie dell’eurozona “dipende fortemente dagli sviluppi nel sistema bancario”, così come l’outlook per la crescita “è insolitamente incerto e dipende in modo critico dalla risoluzione della crisi del debito sovrano”.

Articolo pubblicato il 28 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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