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Ex Fiat, secco no alla Regione imprenditrice
di Rosario Battiato

Il presidente della commissione Ars Attività produttive: Palazzo d’Orleans imprenditore? Un disastro già visto. Caputo: “Se Lombardo vuole aiutare veramente la casa automobilistica le trovi partner privati”

Tags: Massimo Di Risio, Dr Motor, Fiat, Termini Imerese, Salvino Caputo



PALERMO – Per Termini non c'è futuro sereno. Adesso sul cumulo delle cattive notizie giunge anche l'ultima: la Regione vuole tornare a fare l'imprenditrice aiutando l'imprenditore molisano Massimo Di Risio e la sua Dr Motor in seria crisi economica.
Non pago dei colossali fallimenti ed esborsi di denaro dei contribuenti isolani per le numerose partecipate col rosso fisso in bilancio, adesso Palazzo d'Orleans rischia di allungare l'elenco. L'allarme è stato lanciato da Salvino Caputo, presidente della commissione attività produttive all'Ars.

Sembra uno scherzo. “La Regione imprenditrice? Abbiamo già visto in che condizioni di disastro finanziario e di selvaggia lottizzazione politica sono la stragrande maggioranza delle società partecipate dalla Regione”. La domanda di Salvino Caputo pare proprio lecita e non ci sarebbe alcuna giustificazione plausibile per assistere alla Regione che partecipa economicamente al futuro dell'ex polo Fiat. “Se Lombardo vuole seriamente aiutare la Dr Motor – ha proseguito il deputato regionale - a superare le difficoltà economiche ed organizzative si adoperi a trovare nuovi soci privati pronti a investire nello stabilimento ex Fiat di Termini Imerese”.

Il presidente della commissione Attività produttive dell'Ars, proprio sul tema, ha presentato una interrogazione e ha convocato in commissione l'assessore regionale al ramo Marco Venturi e il dirigente generale Enzo Emanuele, per avere ragguagli in merito all'ipotesi di un eventuale ingresso della Regione siciliana nel capitale dell'azienda molisana.

La Regione può fare la stampella ad una società che ha già le sue difficoltà a Macchia d'Isernia, e che alcuni commentatori considerano interessata soltanto alla mole di finanziamenti pubblici offerti per subentrare a Fiat? “Sappiamo tutti – ha aggiunto Caputo - che la società di Massimo Di Risio non è nelle condizioni economiche di continuare le attività produttive nello stabilimento termitano”. Sembra la scoperta dell'acqua calda, ma evidentemente non lo è per la Regione. “La soluzione – ha suggerito ancora Caputo - non è quella di investire altro denaro pubblico o rilevare le azioni di Cimino, altro imprenditore in gravissime difficoltà societarie e finanziarie. Serve invece una seria operazione di coinvolgimento di altri soci o, se del caso, la individuazione di un imprenditore che dia garanzie maggiori rispetto a Di Risio”.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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