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Quotidiano di Sicilia

Imprese: è un’impresa rispettare i pagamenti
di Angela Michela Rabiolo

Nel report curato da Euler Hermes Italia analizzati i comportamenti di 450.000 aziende di tutti i settori lungo lo Stivale. In Sicilia aumenta la frequenza dei ritardi del 45% e l’ammontare dei debiti del 27%

Tags: Recessione, Economia, Crisi, Pagamenti



PALERMO - La recessione entra nel vivo anche in Sicilia il cui tasso di crescita per il 2011 è pari a zero. Nessuna novità da questo punto di vista perché il Pil dell’isola non è mai cresciuto  negli ultimi trent’anni in rapporto al Pil italiano, anzi è andato indietro. I dati sono presentati dal Report dei mancati pagamenti alle imprese italiane curato da Euler Hermes Italia (società di assicurazione crediti) che prende in analisi 450.000 imprese e permette il confronto tra le varie regioni e i  diversi settori di produzione.

Purtroppo le contrazioni dei consumi delle famiglie hanno interessato persino le spese sanitarie in Sicilia; i generi alimentari hanno fatto registrare -1,5% e l’abbigliamento -1,6%. Crescono contemporaneamente le difficoltà di pagamento su tutti i fronti. La severità, cioè l’importo medio dei mancati pagamenti a fronte di un servizio o lavoro concluso da un’impresa, dopo un miglioramento nel 2010, cresce in maniera decisa (+56% rispetto al 2007). La frequenza, la quantità di pagamenti non effettuati, si mantiene decisamente sotto al 2007 (-52%) con un parziale peggioramento rispetto all’anno precedente. Abbigliamento, agricoltura e servizi i settori che soffrono maggiormente sul fronte mancati pagamenti.

Come per le altre regioni meridionali, anche per la Sicilia il 2012 sarà un anno di recessione. Le esportazioni, già in difficoltà, hanno risentito del blocco dei Tir. Giù gli investimenti, soprattutto in macchinari e attrezzature. Tra i principali prodotti esportati i prodotti petroliferi raffinati (che risentono dell’andamento del prezzo del greggio nonché dell’andamento dei consumi) e i chimici di base. Le potenzialità del settore geotermico e uno stanziamento per completare il piano di grandi infrastrutture potrebbero contribuire al rilancio.

La frequenza dei mancati pagamenti in Sicilia è sostanzialmente in linea con la media italiana. Sul territorio nazionale si è registrato un aumento della frequenza sul mercato interno del 42% (dati del 2011 sul 2010) a fronte di un aumento del 45% in Sicilia prendendo in considerazione lo stesso anno. In merito alla severità però la Sicilia ha una crescita del 27% a fronte di un aumento nazionale del 17%, per cui quasi a parità di aumento dei mancati pagamenti la Sicilia soffre di più perché questi hanno un importo maggiore rispetto alla media nazionale. Abbigliamento (frequenza -13% e severità -16%), calzature (-42% e -24%) e siderurgia (-40% e – 40%) sono i settori che in ambito di esportazioni sono riusciti a colmare il gap dei mancati pagamenti e a migliorare la severità degli stessi.

Tra le regioni più virtuose troviamo il Veneto (+20%,+3%), Trentino (+29%, +5%) e Lombardia (+38%, +29%). Come si vede, parlare di regioni virtuose è quasi un eufemismo perché bisogna solo tenere conto della percentuale di minore crescita sia dei mancati pagamenti che del loro importo.

Istat ha infatti rilevato che nel trimestre che si è concluso a novembre 2011 gli ordinativi totali a livello nazionale hanno accusato una flessione di ben il 6,6% rispetto al trimestre precedente e ciò dopo che l’inizio del 2011aveva fatto ben sperare.
 


L’approfondimento. Miglioramenti si registrano solo nel settore dell’energia
 
In tutti i report settoriali l’analisi dei dati interni è supportata e integrata da una presentazione di dati esterni, di tipo sia quantitativo che qualitativo, di fonte istituzionale (Banca d’Italia , Istat, Camere di Commercio e Associazioni di Categoria). Il report è stato redatto sulla base di previsioni del Pil pari a -0,5% per il 2012, previsioni che potrebbero essere riviste al ribasso durante l’anno.
Nel panorama sconfortante dell’economia italiana è interessante notare che l’unico settore per le esportazioni che non presenta crescite di frequenza o severità è quello dell’energia (-100%, 0%). Lo stesso vale in ambito domestico con -39% di frequenza e -75% di severità. La contrazione dei mancati pagamenti e del loro importo medio potrebbe essere dovuta alla diffusione di fonti energetiche alternative che godono ancora della sovvenzione statale.
Da notare che le altre regioni meridionali non presentano valori alti quanto quelli della Sicilia: la Puglia presenta un incremento del 24% di frequenza e del 16% di severità rispetto alle statistiche del 2010 sul 2009; la Campania +48% e -3%; Basilicata +3% ,+100%;  la Sardegna +8%, -48% e la Calabria, unica regione che supera la Sicilia con un aumento del 74% di mancati pagamenti e la crescita del 27% per quanto riguarda l’importo medio delle mancate entrate.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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