Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Si chiude un positivo Vinitaly per la Sicilia
di Redazione

Tipicità, eccellenza enologica e territorio: il tris vincente presentato alla grande kermesse di Verona. Tornano gli operatori italiani e si consolida il ruolo dell’export anche per le piccole e medie imprese

Tags: Vinitaly, Vino, Dario Cartabellotta



PALERMO - La Sicilia del vino di qualità manda in archivio un Vinitaly da incorniciare. La strategia messa in campo dalle differenti anime enologiche dell’isola ha portato i risultati attesi. Tra gli stand delle oltre 200 aziende espositrici, suddivisi in 17 territori di produzione, si registra piena soddisfazione e grande ottimismo: “Sono tornati in forza i ristoratori italiani, assenti in gran parte da alcuni anni - commenta soddisfatto Antonio Rallo, Presidente di Assovini Sicilia - e l’export del vino siciliano si conferma in positivo, anche per il 2012, con discreti incrementi diffusi su un più ampio numero di aziende, e questo è un bene perché cresce nel suo insieme il valore e l’immagine del vino siciliano nel mondo. Bene gli Stati Uniti, ma anche Svizzera e Canada. Il segno più evidente di attenzione arriva dai mercati del sud-est dell’Asia che, abbiamo visto, in grande spolvero”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’altra associazione di produttori della Sicilia - Il Pro.Vi.Di. - che, con Nino Li Volsi, sottolinea l’importanza del Vinitaly: “Resta la fiera d’affari più importante per il vino italiano e il Padiglione Sicilia è tra i più visitati di tutta la manifestazione. Le nostre aziende hanno lavorato bene, anche quelle di nicchia e di piccole dimensioni. L’appeal delle nostre produzioni di territorio continua a restare alto anche per i nuovi mercati dell’area Bric. Senza alcun dubbio promuoviamo la nuova formula voluta da VeronaFiere del giorno in meno, con inizio la domenica. Questa scelta è andata incontro alle esigenze delle aziende”.

Una grande capacità organizzativa è emersa dai tre giorni di Taste & Buy con 112 aziende partecipanti e 90 buyers internazionali per un totale di 330 incontri commerciali, molti dei quali andati a buon fine. Di rilievo anche le presenze istituzionali registrate nei giorni del Vinitaly al Padiglione Sicilia: la conferenza stampa congiunta del Presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo e del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania e la visita del Commissario europeo per l’Agricoltura Dacian Ciolos sono stati sicuramente i momenti più alti e significativi e testimoniano, insieme, quanto sia rilevante oggi il peso del comparto vitivinicolo dell’isola nel panorama italiano.

Buone prospettive di recupero del mercato interno con un giro d’affari in aumento soprattutto nella grandi aree metropolitane del Centro e del Nord Italia, con i ristoranti di Milano e Roma che guardano ai vini della Sicilia e del Sud Italia per rispondere ad una domanda del consumatore sempre più orientata su una scelta di qualità, ovviamente, ma anche di tipicità e territorio. Sono queste alcune delle chiavi di lettura possibili del grande momento vissuto dal vino siciliano a Verona per la 46° edizione del Vinitaly appena conclusa.
 

 
L’approfondimento. Ora anche le piccole riescono a costruire un mercato
 
“è un consuntivo felice quello che possiamo trarre da questo Vinitaly - sottolinea Dario Cartabellotta, Direttore dell’Irvos - non solo per la vivacità commerciale registrata dalle nostre aziende ma anche e soprattutto per la visione di unità che questa Sicilia offre ai suoi diversi interlocutori, anche in vista dell’entrata in vigore della Doc Sicilia. Un tempo - prosegue Cartabellotta - gli affari si concentravano su alcuni grandi marchi storici,  oggi anche le piccole aziende riescono ad avere un mercato e a costruire relazioni commerciali stabili con l’estero, frutto di un cambiamento generazionale che ha consentito alle aziende di accrescere il loro know how. Anche, in questo caso, il modello da noi sposato di rappresentare la Sicilia del vino,  con tante Sicilie che convivono sinergicamente tra loro  - spiega Dario Cartabellotta - risulta appropriata e vincente: appropriata perché registra una realtà diversificata che tiene in conto le differenti esigenze degli attori in campo. Vincente perché riesce a dialogare meglio con i mercati”.

Articolo pubblicato il 03 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐