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L’Università di Catania diventerà tra poco "a rete"
di Desirée Miranda

L’UniCt si farà carico direttamente delle sedi di Ragusa e Siracusa. Recca: “Strutture sempre più attraenti per gli stranieri”

Tags: Unict, Antonino Recca, Enzo Di Raimondo



CATANIA – Dal 2014 scadrà la convenzione con il consorzio di Ragusa per la gestione della facoltà di Lingue e Siracusa per quella di architettura; da quella data sarà l’università di Catania a farsene carico. Tra un paio di anni quindi, l’Università degli studi di Catania diventerà “a rete”. È questo l’annuncio del rettore Antonino Recca diramato tramite ufficio stampa, fatto nel corso di un incontro con il rappresentanti delle province e dei comuni Ragusa e Siracusa, i parlamentari nazionali Roberto Centaro e Pippo Gianni e i presidenti dei consorzi universitari Roberto Meloni e Enzo Di Raimondo.

Le due strutture – che Recca non esita a definire eccellenti – verranno rese “sempre più attraenti per gli studenti stranieri, tramite lo svolgimento di corsi di studio interamente in inglese”. Perché tale promessa si realizzi, però, il rettore ha messo in chiaro un patto da rispettare: “le convenzioni attualmente esistenti devono essere onorate fino all’ultimo giorno, nelle forme pattuite, eventualmente anche con il sostegno del ministero dell’Università”. Senza la regolarità dei pagamenti, cosa che fino ad oggi non si è verificata, la promessa di Recca non potrà essere mantenuta. Molte le polemiche, infatti, che si sono susseguite in questi due anni di convenzione. Antonino Recca ha anche minacciato di adire le vie legali perché i pagamenti arrivano sì entro la fine dell’anno nel totale pattuito, ma sono state completamente disallineate in questo periodo.

Eppure il rettore dell’Università di Catania durante l’ultimo incontro si è dichiarato disponibile. “Avendo recuperato la propria situazione in termini di equilibrio di bilancio, oggi l’università di Catania può serenamente pensare di istituzionalizzare, nel prossimo futuro, l’offerta formativa svolta presso le due strutture didattiche” si legge ancora nella nota. Seppur con un atteggiamento più disponibile, però, il magnifico non è disposto a cedere sui tempi di pagamento.

“Siamo molto contenti della disponibilità del rettore” dice Enzo Di Raimondo, presidente del consorzio di Ragusa. Chiedere aiuto al ministro dell’istruzione Francesco Profumo è la soluzione proposta dal rettore Recca e accettata di buon grado dai suoi interlocutori. Tutti hanno quindi sottoscritto una lettera con cui chiedono un incontro ufficiale con il ministro per un aiuto economico concreto. Possibilità in cui si crede molto considerata plausibile dato che “tutti gli accordi del 2010 sono stati controfirmati, come ulteriore e prestigioso avallo, dal capo pro tempore della segreteria tecnica del Miur, Giovanni Bocchieri” leggiamo ancora sul comunicato.

E intanto gli studenti di Ragusa si dicono soddisfatti per il lavoro dell’amministrazione centrale, mentre il consorzio è ritenuto inadeguato. I rappresentanti continueranno a mantenere alta l’attenzione “non dimenticando che, se ciò sta accadendo ,è proprio perché in questi ultimi tre anni hanno dimostrato che questa facoltà la vogliono e la vogliono qui, a Ragusa Ibla, con convinzione e determinazione” scrivono.

Articolo pubblicato il 04 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Cortile interno al rettorato di catania (dm)
Cortile interno al rettorato di catania (dm)