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Quotidiano di Sicilia
Il dipartimento Protezione civile: “Piano rifiuti restituito alla Regione”
di Rosario Battiato

La commissione di esperti nominata da Lombardo chiamata a redigere gli ulteriori aggiustamenti indicati. Il ministero dell’Ambiente lo ha ritenuto insufficiente per la seconda volta

Tags: Rifiuti, Corrado Clini, Piano Dei Rifitiu, Raffaele Lombardo



PALERMO – Il dipartimento della Protezione civile conferma quanto nei giorni scorsi avevamo ottenuto dall’Osservatorio regionale dei rifiuti: il Piano rifiuti, dopo gli ultimi rilievi del ministero targato Clini, è ancora nelle mani della Regione che dovrà adeguarlo alle segnalazioni provenienti da Roma. Un rimbalzo tra capoluogo regionale e capitale che dura ormai dalla fine del 2010, quando Raffaele Lombardo, fresco della nomina a commissario straordinario dell’emergenza rifiuti, fece redigere una prima versione del piano.

Nei giorni scorsi si è riunita la commissione nominata da Lombardo per riuscire a superare la fase di blocco, perché senza il piano approvato entrerebbe in crisi anche la L.r. 9/2010, che col primo deve viaggiare di pari passo per adeguare il sistema rifiuti dell’Isola ad una concezione più moderna della gestione e dello smaltimento. Dalla Regione sono ottimisti e ci fanno sapere che sarà tutto risolto “nel breve periodo”. Intanto a Roma attendono.

“Il dipartimento della Protezione civile – hanno comunicato dall’ufficio stampa di Roma - non è in possesso dell’ultima versione del Piano di gestione dei rifiuti, integrato di tutte le prescrizioni richieste al Commissario delegato sia da questo Dipartimento, per quanto riguarda la fase strettamente emergenziale, sia dal ministero dell’Ambiente, a seguito delle indicazioni tecniche predisposte da Ispra”.

Non è la prima volta che il Piano torna indietro. “Il Commissario delegato per l’emergenza rifiuti nella Regione siciliana, - hanno spiegato dal Dipartimento della Protezione civile - infatti, ha inviato le proprie osservazioni, a riscontro delle indicazioni tecniche avanzate da Ispra, che il dipartimento delle Protezione Civile ha prontamente trasmesso al ministero dell’Ambiente per le eventuali considerazioni in merito”.

Il punto è che questo passaggio non ha soddisfatto l’entourage di Corrado Clini. “Al riguardo, il ministero – si chiude la nota del Diparimento - ha ritenuto che le suddette osservazioni non risolvessero le maggiori criticità riscontrate nel piano, ed è tuttora in attesa di ricevere dal Commissario il nuovo Piano implementato delle integrazioni richieste”. Soltanto in una fase successiva si potrà  procedere “all’iter amministrativo di approvazione dello stesso”.

Intanto sul fronte rifiuti restano tutti i problemi già evidenziati a partire dal 1999, anno dell’inizio del commissariamento isolano, che poi, con qualche pausa, si è protratto fino alla nomina di Lombardo. Le criticità siciliane si mantengono tutte sul piatto della Regione: liquidazione delle Ato Spa, che secondo la riforma dovrebbero chiamarsi Srr e passare da 27 a 9, differenziata al di sotto del 10%, smaltimento in discarica che sfiora il 90%, produzione dei rifiuti elevata rispetto la media nazionale ed europea, monetizzazione del debito da 1 miliardo di euro prodotto dagli ambiti tra il 2004 e il 2010, blocchi della raccolta a causa mancanza di pagamenti degli operatori.

Palermo ed Agrigento, sedi delle proteste degli ultimi giorni e dei mucchi di spazzatura agli angoli delle strade, non sono un caso, ma solo lo specchio futuro di quello che potrebbe accadere in ogni parte della Sicilia senza provvedimenti che risolvano la questione finanziaria e diano avvio ad una seria fase impiantistica per sfruttare la differenziata.

Articolo pubblicato il 07 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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