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UniPa, Restauro Beni culturali, corso messo in stand by
di Desirée Miranda

Unica facoltà in Italia a non attivare il ciclo abilitante alla professione. Lagalla: “Mi impegno a proporre il calendario delle lezioni”

Tags: Unipa



PALERMO – Il corso di laurea in Conservazione e restauro dei Beni Culturali dell’Università degli studi di Palermo aspetta ancora di essere trasformato a ciclo unico. Un ciclo di cinque anni invece che uno composto dal tre più due. Le lezioni infatti, avrebbero dovuto iniziare all’inizio dell’anno accademico, ad ottobre dunque, ma sono state congelate in attesa dell’istituzione del nuovo corso. Così però non è stato e la facoltà che si occupa del recupero del patrimonio artistico e culturale della nostra terra è riuscita a diventare l’unica facoltà in Italia a non aver attivato il ciclo magistrale abilitante alla professione.

Gli studenti, molto arrabbiati, hanno protestato la scorsa settimana davanti palazzo Steri, la sede del rettorato. Tanti i disagi di chi è iscritto quest’anno carico di speranza, ma anche di chi già laureato non avrà l’abilitazione. Eppure le tasse sono state regolarmente pagate. “Non abbiamo potuto fare niente” dichiara Paolo Giambertone, rappresentante degli studenti. “Le lezioni sono iniziate il 20 febbraio, ma poi le hanno interrotte soltanto dopo 2 settimane e inoltre mancano anche i docenti per poter sostenere gli esami degli anni passati” dichiara ancora.

Il fatto è che molti docenti non sono strutturati dell’Università, ma hanno dei contratti a termine, annuali di solito. Scaduto il contratto, decade anche ogni obbligo con l’Università e quindi con gli studenti. Tutto questo porta delle conseguenze importanti per i ragazzi iscritti al corso di studi. Niente lezioni significa niente esami e niente esami significa non avere i crediti necessari per poter richiedere o confermare la borsa di studio.

“Hanno dato false notizie e speranze agli studenti laureati che a partire dallo scorso mese di luglio si sono visti sfumare la possibilità di usufruire di borse di studio” dice la studentessa Ginevra Lo Sciuto. Occorre ancora considerare che molti sono pendolari. Vengono dai paesi limitrofi a Palermo, ma anche da città più lontane come Agrigento o Messina. “Si sono fidati di una promessa non mantenuta e hanno pagato mesi di affitto inutilmente, buttando tanti soldi al vento” commenta ancora la studentessa.

Tante promesse, dunque, tanti gli annunci fatti, ma di concreto solo disagi agli studenti. Tutto è bloccato in attesa della decisione del Miur, ma è una spiegazione facile da accettare. “Non si capisce perché a Palermo nell’attesa del provvedimento del ministero non sia stata garantita né l’attivazione delle lezioni per la triennale, né per la specialistica” sostiene Nelly Scilabra, rappresentante del senato accademico. Intanto il rettore Roberto Lagalla che ha voluto incontrare una delegazione di studenti, li rassicura sul fatto che una soluzione al problema è già allo studio. “È appena arrivato il decreto dal Miur, e mi impegno a proporre immediatamente il calendario delle lezioni e delle attività formative, oltre che a rivedere la posizione della tassazione in relazione a un servizio non goduto e a interloquire con l’Ersu di Palermo per la valutazione delle singole posizioni in riferimento alla fruizione delle borse di studio”.

Articolo pubblicato il 11 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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