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Quotidiano di Sicilia

Presenza sul territorio garanzia di sicurezza
di Anna Greco

Forum con Carmelo Gugliotta, questore di Messina

Tags: Carmelo Gugliotta



Messina può essere definita una città sicura?
“Guardando ai risultati che sono quelli prodotti da alcuni uffici di analisi o da autorevoli quotidiani, la città di Messina è posizionata in un posto molto invidiabile, al ventiseiesimo, in termini di sicurezza ed in rapporto ai reati per abitante. è questo un risultato ottenuto grazie a diversi fattori che non tralascia la differenzazione tra sicurezza percepita e sicurezza reale. In quest’ultima direzione siamo su dati sicuramente confortanti. La presenza sul territorio, elemento su cui ho puntato molto, oltre che a dare percezione di sicurezza, avvicina le gente alle istituzioni. Ed è una scelta che preferisco anche magari con qualche eventuale ritardo in altro campo”.

Quali sono i maggiori reati sul territorio con cui dovete confrontarvi?
“C’è un incremento di furti in appartamento. Questi, certamente collegati anche alla crisi del momento, non sono sempre fatti da organizzazioni criminali ma da soggetti che si affacciano in questo reato per la prima volta. Sono bande improvvisate o che si sono appena create; locali ma anche di etnia europea o extra europea”.

Qual è, rispetto a questo tipo di reato, il vostro operare e quali sono i risultati ottenuti?
“Le rapine siamo riuscite a contenerle con delle risposte concrete. Abbiamo individuato quasi tutti i rapinatori. Su questo tipo di reati abbiamo un buon sistema fatto di video sorveglianza; oramai molto diffuso. è un controllo del territorio che permette di acquisire dati immediati”.

Il problema dei furti in appartamento, a suo parere, da dove trae origine?
“Oramai, come è noto, le città sono strutturate e sono grossi complessi residenziali; non ci sono più le singole abitazioni sulla strada. Il complesso è una struttura chiusa ed accedervi non è facile. Quello che succede al suo interno è un qualcosa a noi sconosciuto; al contrario di quello che succede sulla strada che è facilmente controllabile dalle pattuglie. A questo punto diventa necessario una partecipazione della gente, che abbia dei segnali, che faccia anche da sentinella o da poliziotto”. 

Qual è la situazione sul territorio messinese per quanto riguarda la criminalità organizzata?
“Ho sempre distinto la città dalla provincia. Siamo come divisi in tre territori: la provincia, la città e la fascia ionica (più vicina all’ambiente catanese) e tirrenica. La zona città è più tranquilla, perché vi sono state tutta una serie di operazioni negli anni novanta che hanno scompaginato tutti i criminali; negli anni duemila c’è stato qualcuno che ha cercato di organizzarsi ma siamo riusciti a fare arresti. I tentativi di alcuni che provano ad affacciarsi in un territorio, così detto “libero”, certamente ci sono sempre e si lavora per bloccare ogni tentativo sul nascere. In provincia invece ci sono i collegamenti con “Cosa nostra”; c’è una grossa presenza di origine mafiosa che trova base su Barcellona Pozzo di Gotto e da lì si irradia sul territorio circostante. Ci sono state varie operazioni per debellare e c’è attualmente una attività in piedi che può fare sperare in colpi seri. Sono però chiaramente organizzazioni ben radicate e tutti questi nostri tentativi servono a ridimensionare e ad infierire".

Come sono i rapporti con le altre istituzioni locali?
“I rapporti con le altre forze dell’ordine sono ottimi; con le istituzioni sono quelle che debbono esserci".

L’informatizzazione presso i vostri uffici è adeguata alle esigenze?
“Si. E stiamo, inoltre, cercando di informatizzare tutti i dati di controllo".
 
Pizzo ed usura: quale è la situazione?
“Entrambe le problematiche sono presenti sul territorio. Per quanto riguarda il pizzo posso dire che oggi in città paga chi non ha padronanza né conoscenza del reato: gli sprovveduti. E questo perché abbiamo un ottimo controllo del territorio. Alcuni hanno il coraggio di denunciare altri no. Si paga poco ed il soggetto “vittima” pensa di potere sostenere il costo. Questo significa alimentare il crimine, diffondere convinzioni ai criminali e, quindi il reato diventa più difficile da combattere. Un grande lavoro lo hanno fatto le associazioni anti racket. Tutti gli imprenditori però devono munirsi di videosorveglianza e creare supporti ai quali possiamo attingere informazioni. Lì dove non si vuole denunciare si crei la condizione di controllo e noi interverremo”.

Quanti uomini sono operativi?
“In tutta la provincia 735 uomini. Rispetto ai 1080 del 2005 sono chiaramente diminuiti, ma teniamo le pattuglie come prima. Bisogna essere flessibili: chi fa un tipo di lavoro deve anche saper fare altro. Oggi, nella gestione delle risorse, questo è diventato fondamentale”.

Quali gli obiettivi che si pone?
“Personalmente mi pongo l’obiettivo di continuare così come si sta procedendo e come abbiamo iniziato. Ritengo fondamentale dialogare dentro e fuori, dando disposizioni chiare”.
 

 
Curriculum Carmelo Gugliotta
 
Carmelo Franco Maria Gugliotta è entrato nella Polizia di Stato il quindici settembre del 1979. In passato ha diretto il Settore di Polizia di Frontiera di Tarvisio, la Sezione Narcotici della Squadra Mobile di Palermo, la Squadra Mobile di Messina ed ha ricoperto l’incarico di Capo di Gabinetto della Questura di Reggio Calabria. E’ stato Vice Questore Vicario della Questura di Messina. E’ stato Questore della Provincia di Matera. Dal primo luglio del 2010 è Questore della Provincia di Messina.

Articolo pubblicato il 12 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Carmelo Gugliotta, questore di Messina
Carmelo Gugliotta, questore di Messina