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Quotidiano di Sicilia

Efficienza energetica, non si torna indietro
di Bartolomeo Buscema

I livelli raggiunti anche nel nostro Paese sono tali da considerare il risparmio alla stregua di una vera e propria fonte. L’Enea valuta i risultati: solo nel 2010, la contrazione d’energia nel settore residenziale superiore alle attese

Tags: Energia, Enea



CATANIA - C’è una fonte virtuale di energia che è copiosa nel nostro Paese: il risparmio energetico o se si preferisce l’efficienza energetica.
Come per le altre Nazioni europee, anche l’Italia si è dotata di un Piano d’Azione per l’Efficienza Energetica (PAEE) previsto dalla Direttiva europea 2006/32/CE, la quale prevede che gli Stati membri intraprendano azioni per raggiungimento di specifici obiettivi di riduzione dell’energia consumata tramite misure di miglioramento dell’efficienza energetica.

La Direttiva impone agli Stati membri di adottare un obiettivo nazionale indicativo di risparmio energetico al 2016, pari al 9% dell’ammontare del consumo di riferimento. Quest’ultimo è calcolato sulla base della media dei consumi nei settori di uso finale nei cinque anni precedenti l’emanazione della Direttiva stessa.

L’ultimo piano d’Azione italiano che è stato presentato alla Commissione europea nel luglio 2007, ha previsto la predisposizione di misure per il miglioramento dell’efficienza energetica e dei servizi energetici nei settori di uso finale per conseguire un risparmio energetico annuale pari al 9,6% (126.327 GWh/anno) al 2016 e al 3% (35.658 GWh/anno) al 2010, del consumo di riferimento.

Per verificare il raggiungimento dell’obiettivo intermedio 2010, l’Enea ha valutato i risparmi conseguiti, facendo riferimento ai seguenti provvedimenti e misure di miglioramento dell’efficienza energetica:
a) Meccanismi per il riconoscimento di Titoli di Efficienza energetica;
b) Recepimento della Direttiva 2002/91/CE e attuazione del D.Lgs. 192/05 con riferimento alla prescrizione di Standard minimi di prestazione energetica degli edifici;
c) Riconoscimento delle detrazioni fiscali (55%) per la riqualificazione energetica degli edifici esistenti;
d) Riconoscimento delle detrazioni fiscali (20%) per l’installazione di motori elettrici ad alta efficienza e di regolatori di frequenza (inverter);
e) Misure d’incentivazione al rinnovo ecosostenibile del parco autovetture e autocarri fino a 3,5 tonnellate.
I risultati della valutazione sono confortanti. Addirittura per il settore residenziale, il risparmio energetico conseguito al 2010 è stato di gran lunga superiore a quello atteso relativo allo stesso anno. Nel terziario e nel settore dei trasporti, invece, non si sono raggiunti gli obiettivi.

Molto, comunque, resta da fare per costruire un virtuoso mercato interno dell’efficienza energetica.
Il nuovo Piano d’Azione Italiano per l’Efficienza energetica 2011 sarà articolato come il precedente con l’aggiunta di modifiche che si riferiscono all’ottimizzazione delle misure di efficienza energetica, dei relativi meccanismi d’incentivazione e, in qualche caso, alla revisione di alcune metodologie di calcolo.

Anche per il nuovo Piano, l’obiettivo generale di risparmio al 2016 sarà mantenuto al 9,6%: un obiettivo intermedio che dovrebbe preludere, con l’introduzione di nuove misure aggiuntive, al raggiungimento nel 2020 dell’obiettivo europeo di riduzione della domanda di energia primaria del 20%.

Per il nuovo piano, la riduzione di energia finale nel 2020 è stata quantificata in 184.672 GWh/anno (pari a 15,9 Mtep), cui corrisponde una quantità di anidride carbonica evitata pari a 45 milioni di tonnellate.

Articolo pubblicato il 13 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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