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Quotidiano di Sicilia

Le imprese chiedono contributi allo sviluppo
di Giovanna Naccari

All’Assemblea tappe forzate per bilancio e finanziaria regionali. Cascio ha anticipato per martedì un ddl stralcio in Aula

Tags: Francesco Cascio, Ars



PALERMO – È stata una settimana ad alta tensione per la giunta Lombardo e per il Parlamento, impegnati nel voto finale al bilancio della Regione e nell’esame della legge di stabilità, ex Finanziaria.

Il clima è stato piuttosto “ballerino”, non solo per la programmazione regionale, che deve fare i conti con i tagli alla spesa e le minori entrate, ma anche per il nervosismo dei partiti, impegnati tra i conti che non tornano a Sala d’Ercole e l’accesa campagna elettorale per le imminenti elezioni amministrative.

La giornata di giovedì è cominciata con il rinvio dei lavori d’Aula, da parte del presidente dell’Ars, Cascio, per consentire alla commissione Bilancio di valutare i tre maxi emendamenti presentati dal governo sulla salvaguardia della produzione agricola siciliana, sul contenimento della spesa pubblica e sugli equilibri di bilancio. Il mancato accordo tra le forze politiche ha fatto slittare la seduta a venerdì mattina, conclusa con il voto dei primi cinque articoli dell’emendamento del governo che tratta l’incremento delle entrate, la razionalizzazione e il contenimento della spesa del personale, la razionalizzazione dei settori dei trasporti, le norme per il sostegno agli investimenti, la salvaguardia della produzione agricola siciliana. Nel pomeriggio la seduta è ripresa per esaminare l’emendamento del governo cosiddetto “Gov 2r”, contenente le norme più urgenti, per consentire all’Aula, come ha detto il presidente Cascio, di arrivare al voto entro sera.   

Le altre norme per lo sviluppo della Sicilia sono state spostate in un disegno di legge stralcio che dovrebbe essere discusso martedì prossimo, come ha anticipato ieri Cascio. Il Parlamento poi dovrebbe prendere una pausa per consentire ai partiti di impegnarsi nelle elezioni amministrative di maggio.      
L’Udc, a Palermo, durante una conferenza stampa per la presentazione delle liste dei candidati alle amministrative e nelle circoscrizioni, ha manifestato la propria contrarietà ai documenti economico-fiannziari della Regione. 
“Voteremo contro il bilancio della Regione”, ha detto Gianpiero D’Alia, presidente dei senatori dell’Unione di Centro e segretario del partito in Sicilia. Per D’Alia il  documento è “senza riforme strutturali, impossibile da avvallare” e il governo “non è in grado di dare risposte alle difficoltà della Sicilia”.

Intanto Confartigianato ha chiesto al Parlamento di tagliare i contributi economici concessi agli enti con le tabelle B ed ex H, per sostenere invece lo sviluppo delle imprese in Sicilia.

“In un periodo di credit crunch, di inadempienze e ritardi dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione che stanno determinando nell’isola e nel Paese un vero allarme sociale, appare incomprensibile e negativa la scelta di destinare somme per 130 milioni di euro a fondazioni, associazioni e consorzi sottraendole allo sviluppo produttivo delle imprese siciliane”, ha affermato Filippo Ribisi, presidente di Confartigianato Sicilia.

La Federazione regionale degli artigiani chiede che una parte delle economie prodotte da un taglio almeno del 10% delle risorse in favore della cosiddetta tabella “H”, venga impiegata per il rifinanziamento delle agevolazioni gestite da Artigiancassa. Ha aggiunto Ribisi: “Nel periodo 2010-2011 queste misure hanno sostenuto 3.200 imprese artigiane per operazioni di importo complessivo di 190 milioni di euro, con  investimenti per oltre 210 milioni di euro che hanno limitato la perdita di posti di lavoro”.

Articolo pubblicato il 14 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Cascio
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