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Frutta e verdura di stagione per mantenersi in buona salute
di Margherita Montalto

Le coltivazioni “forzate” ricche di pesticidi e trattate con agenti chimici

Tags: Alimentazione



CATANIA - La salute passa dalla buona alimentazione. Troppi i cibi sofisticati e contraffatti in alcuni casi. Non siamo più abituati ad usare cibi freschi se non conservati o trattati con pesticidi o di serra. Sono questi alimenti che perdono le loro caratteristiche nutritive. Il contributo che possiamo dare alla nostra buona tavola è alimentarci in modo sano seguendo ciò che la natura stessa ci propone e soprattutto acquistando prodotti di stagione e non importati.

Le coltivazioni “forzate” sono piene di pesticidi che proteggono il prodotto da alterazioni e ricordiamoci che i pesticidi sono ingeriti anche con ciò che mangiamo. Il nostro Paese è ricco di prodotti autentici e se vogliamo risparmiare dobbiamo evitare di acquistare prodotti che creano un dispendio di risorse, tra carburante, lunghi percorsi per i trasporti, imballaggi. Avete mai provato ad assaggiare un frutto o verdura fuori stagione? Non ha alcun sapore perché la frutta viene raccolta acerba affinché possa poi arrivare sulle nostre tavole come se fosse di stagione ma per questo deve essere trattata con agenti chimici. La ripercussione sulla salute che ha una dieta fatta con questi prodotti fuori stagione, oltre a non essere sana, altera il nostro equilibrio alimentare. Cosa fare allora?

Seguire ciò che propone la stagione, risparmiando sui costi della spesa comprando solo alimenti che garantiscono la qualità. Consumare le verdure crude e, per la cottura, preferire sempre quella a vapore. La frutta e la verdura deve essere fresca e acquistata ogni 2 o 3 giorni per consumarla in 3-4 giorni per evitare che perda molte delle sue proprietà. Controllare sempre l’etichetta che rappresenta la carta d’identità del prodotto e che fornisce informazioni sugli ingredienti, sul tipo di trattamento al quale sono stati sottoposti, le modalità di conservazione, la qualità, il materiale di cui è fatta la confezione, la provenienza, la scadenza del prodotto.

La Direttiva 2000/13/CE del Parlamento e del Consiglio del 20 marzo 2000 relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di etichettatura e presentazione dei prodotti alimentari e della loro pubblicità, indica le caratteristiche dell'etichettatura dei prodotti alimentari destinati ad essere consegnati come tali al consumatore finale. Gli additivi, poi, devono essere indicati con la lettera “E” (che ne indica l’autorizzazione da parte dell’Unione Europea) seguita da tre cifre e dalla categoria di appartenenza (ad esempio conservanti, emulsionanti, stabilizzanti ecc.).

Articolo pubblicato il 17 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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