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“L’attività bancaria come attività d’impresa”
di Redazione

Gli interventi legislativi sulla remunerazione degli affidamenti e sugli sconfinamenti ritenuti non adeguati. Lo ha ribadito il direttore generale della Banca d’Italia, Saccomanni, in audizione al Senato

Tags: Banca D'italia, Fabrizio Saccomanni



ROMA - “Le banche svolgono una funzione essenziale per il tessuto economico del paese. Negli ultimi anni, tuttavia, gli interventi legislativi non sono stati, a livello nazionale, sempre ben calibrati. Su numerosi aspetti, inclusa la questione della remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti, si è dovuti tornare ripetutamente. Molte misure sono state adottate in maniera contingente in assenza di un progetto organico”. Lo ha detto il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, nel corso di un’audizione alla commissione Industria del Senato.

“La Banca d’Italia è convinta che l’attività bancaria debba continuare a essere considerata a pieno titolo attività d’impresa, a tutela del risparmio e dell’efficiente allocazione del credito. L’accesso ai finanziamenti - ha aggiunto Saccomanni- deve essere assicurato da un contesto che stimoli la selezione delle iniziative più meritevoli, la concorrenza tra gli operatori anche attraverso la mobilità della clientela, la trasparenza delle condizioni contrattuali, la correttezza dei comportamenti”.

Per il direttore della Banca d’Italia è necessario “rifuggire da soluzioni che possano ingenerare fraintendimenti circa l’esistenza di un generalizzato diritto al credito o da misure dirigistiche che introducano prezzi amministrati. Un contesto in cui le banche non sono in grado di remunerare correttamente i propri servizi genera inevitabilmente inefficienze, a detrimento della stessa clientela”.

Il direttore della Banca d’Italia è intervenuto anche su altri temi. “Noi siamo più ottimisti” ha detto a proposito delle stime del fondo Monetario che prevede una contrazione del Pil italiano dell’1,9% quest’anno
Saccomanni ha detto che il Fondo Monetario “è più pessimista dei previsori europei e della Bce”.

Riguardo ai conti pubblici italiani Saccomanni ha commentato cosi’ il Bollettino Economico quotidiano di via Nazionale: “Stimiamo che ci sarà una forte riduzione del deficit anche in condizioni avverse”. A chi gli ha chiesto se l’Italia raggiungerà il pareggio di bilancio previsto nel 2013 ha risposto: “In tutte le previsioni ci sono margini di tolleranza, se si arriva vicini al pareggio è già un grosso risultato”. Saccomanni precisa che vicini al pareggio non è un deficit dell’1% ma “uno zero virgola”.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fabrizio Saccomanni, direttore della Banca dItalia
Fabrizio Saccomanni, direttore della Banca dItalia