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Direttore Carlo Alberto Tregua



Registro Tumori, ferma al 45% la copertura della popolazione
di Luca Insalaco

L’art. 25 della l.r. 5/2009, invece, ne ha disposto l’estensione su tutto il territorio regionale. Nella nostra regione 100mila pazienti oncologici e 11mila decessi l’anno

Tags: SanitÓ, Tumore



PALERMO - I tumori rappresentano la seconda causa di morte in Sicilia, con una media di circa 11mila decessi l’anno ed un carico di 100mila pazienti oncologici. Uno sguardo d’insieme vede l’Isola in controtendenza rispetto alle regioni del Centro-Nord, con un trend di mortalità per cause oncologiche che non ha ancora intrapreso la via del declino. Si registra una prevalenza di casi di tumori al colon, senza differenza di sesso, oltreché alla prostata ed alla mammella.
 
Di fronte all’imponenza del fenomeno, assume fondamentale importanza il monitoraggio dell’incidenza tumorale attraverso la sorveglianza epidemiologica. A tal fine, un articolato sistema di norme regionali aveva previsto l’istituzione di un Registro Tumori con riferimento solo ad alcune aree dell’Isola. In ultimo l’art. 25 legge regionale n.5/2009 ha disposto l’estensione della rete dei registri a tutto il territorio regionale, demandando le funzioni di coordinamento, indirizzo e gestione dei dati a livello centrale all’Osservatorio Epidemiologico Regionale. Peccato che, a tre anni dalla pubblicazione della legge, l’operatività dei registri sia alquanto limitata.
 
Ad oggi la mappa dei registri accreditati presso l’Associazione italiana registri tumori (AirTum) evidenzia, per la nostra regione, squarci di desolata assenza. Basti dire che ad oggi solo il 45% del territorio regionale è coperto dall’attività del registro e che i registri isolani al momento accreditati presso l’AirTum sono appena cinque: Catania, Trapani, Palermo, Ragusa e Siracusa. A questi si aggiunge il registro di Palermo specializzato nel tumore alla mammella, patologia che rappresenta la prima causa in termini di mortalità prematura espressa in anni di vita persi.

Dall’Osservatorio Epidemiologico regionale minimizzano sul ritardo della nostra regione, evidenziando piuttosto i passi avanti compiuti negli ultimi anni e annunciando l’imminente accreditamento del registro di Catania.

“Si è passati - dicono - dalla copertura totale del 6% della sola provincia di Ragusa al 45,6%, dato di gran lunga superiore alla media nazionale”. Risultati raggiunti grazie anche al programma regionale curato dall’OER ed alle avanzate professionalità epidemiologiche locali.

Certo è che le peculiarità della Sicilia non si fermano al solo di fatto di essere una regione a statuto speciale. La “specialità” dell’Isola riguarda, purtroppo, anche la devastazione del suo territorio in nome di uno sviluppo industriale dissennato, la presenza di aree ad alta incidenza tumorale, nonché una complessiva insufficienza della rete medico-assistenziale, che è motivo e motore principale di quei “viaggi della speranza” verso le strutture sanitaria nord del Paese, ancora oggi una triste realtà. Appartengono alla Sicilia e non ad altre realtà territoriali i dati sulle patologie tumorali nelle aree di Gela, Augusta e Priolo.
Ecco perché diventa indispensabile il funzionamento a pieno regime di un sistema di prevenzione e di monitoraggio dell’incidenza tumorale, per una pronta valutazione dei fattori di rischio e dell’efficacia dei programmi di screening.
 

 
Focus. Il primo registro attivato a Ragusa nel 1980
 
Nati soprattutto grazie alla buona volontà di associazioni e volontari, i Registri Tumori solo negli ultimi anni hanno goduto di una diffusione più omogenea nel territorio nazionale.
La nascita dei registri, manco a dirlo, si è registrata al Nord. Il primo è stato istituito a Varese, nel 1976, seguito a distanza di qualche mese da quello di Parma. In Sicilia è stata Ragusa ad attivare, nel 1980, il primo registro, mentre per la storia degli altri è abbastanza recente.
Attualmente sono più di 20 milioni i cittadini (pari al 36,1% della popolazione totale) che vivono in aree coperte dall’attività dei Registri tumori accreditati dall’Airtum. Se il Nord è coperto per il 50% del suo territorio, le percentuali scendono sensibilmente al Centro (25) ed al Sud (23%). La maggior parte dei registri italiani sono registri di popolazione e come tali raccolgono i dati relativi alle malattie tumorali dei residenti di un determinato territorio, sia questo quello di una città o di un’azienda sanitaria locale. I registri specializzati raccolgono, invece, informazioni su una singola tipologia tumorale oppure su determinate fasce di età.
In Sicilia l’unico registro specializzato in attività è quello di Palermo, istituito nel 1999 con l’obiettivo di monitore e analizzare i tumori alla mammella.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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