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Quotidiano di Sicilia

Codice del Turismo, la Cassazione dichiara incostituzionali 19 articoli
di Nunzia Scandurra

Viene contestato l’eccesso di delega e la violazione di competenza

Tags: Turismo, Codice Del Turismo



PALERMO - C’è voluta la Consulta per accordare il coro di “no” che si era alzato all’indomani dell’approvazione del codice del Turismo. Tale codice è stato fortemente voluto dalla ministra Brambilla del precedente Governo. La Conferenza delle Regioni aveva espresso parere contrario e vi erano state aspre contestazioni sia dalle associazioni dei consumatori sia da quelle di categoria.

A poco meno di un anno la Corte ha dichiarato incostituzionali ben 19 articoli del Dlgs n. 79 del 23 maggio 2011 per eccesso di delega e per violazione delle competenze esclusive delle Regioni in materia turistica.
La questione di legittimità costituzionale è stata posta da quattro Regioni: Toscana, Puglia, Umbria e Veneto.
La Corte ha voluto analizzare i singoli articoli del codice con l’intento di semplificare la normativa  creando una coordinazione tra le norme statali di ciascun settore.

Infatti i giudici hanno deciso di censurare, tra le altre, le norme in materia di classificazione e standard qualitativi delle strutture ricettive (artt. 8 e 16), la disciplina delle agenzie di viaggio e dei tour operator, le norme sui sistemi turistici locali e quelle sulla gestione dei reclami da parte del dipartimento del turismo.

Oggi non tutti sono soddisfatti della scelta della Corte, soprattutto per l’abrogazione dell’art. 3 del codice, il quale rendeva concreto l’intento stabilito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia con legge n. 18/2009. Tale articolo, infatti, affermava che lo Stato assicura che le persone con disabilità motorie, sensoriali e intellettive possano fruire dell'offerta turistica in modo completo e in autonomia, ricevendo servizi al medesimo livello di qualità degli altri fruitori senza aggravi del prezzo. Tali garanzie sono estese agli ospiti delle strutture ricettive che soffrono di temporanea mobilità ridotta.

La Consulta scrive che in proposito non entra nel merito, specifica soltanto la competenza per la materia in tema di turismo accessibile. Le regioni dovranno disciplinare quanto prima tale materia, sempre che lo Stato non la avochi a sé.
È necessario, proprio per l’approssimarsi della stagione estiva, vedere come l’attuale Governo procederà, insieme alle regioni, per fare in modo che la nuova regolamentazione nel settore turistico, importante per l’economia delle nostre regioni, non rimanga lettera morta.

Nunzia Scandurra
Collegio dei Professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 20 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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