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Direttore Carlo Alberto Tregua



Riorganizzati gli uffici, ora il Piano paesistico
di Anna Greco

Forum con Salvatore Scuto, Sovrintendente Beni culturali di Messina

Tags: Salvatore Scuto, Beni Culturali



Il numero dei dipendenti presso la Sovrintendenza di Messina è sufficiente rispetto al lavoro da svolgere ed alle necessità?
“I dipendenti presso la sovrintendenza sono duecentottanta. Attualmente siamo in fase di ristrutturazione degli uffici; ci stiamo trasferendo in nuovi locali e vige, dunque, un momentaneo sovraffollamento. La situazione, comunque, sta migliorando e speriamo che con questa nuova distribuzione ci sia anche quel maggiore respiro che consenta al personale di lavorare meglio”.

Quali sono i progetti su cui state lavorando?
“Stiamo lavorando su progetti nella misura 3.1.1. dell’Assessorato dei Beni Culturali. Abbiamo consegnato ogni pratica, in maniera definitiva, nel mese di febbraio. Mi dicono che i decreti sono già partiti per la ragioneria, ma attendiamo conferma”.

Quanti e quali sono i progetti finanziati?
“I progetti sono sei ed in particolare, per Taormina: Palazzo Ciampoli e Castel Tauro; per Messina: Villa de Pasquale, Chiesa del Buon Pastore, Biblioteca Regionale e Santuario di Montalto”.

Quali sono gli obiettivi più importanti raggiunti nell’anno passato con risonanze nel nuovo?
“La riorganizzazione interna degli uffici è stato ed è un passo molto importante. Abbiamo chiuso la vicenda relativa al piano paesistico numero otto che è la parte occidentale della provincia. Ed a breve cominceremo la concertazione con i sindaci, in maniera tale che entro la fine dell’anno, speriamo, questo importante piano possa andare in pubblicazione e, quindi, essere operativo. Si sta inoltre, forse, sbloccando la vicenda relativa ai lidi. Il Comune, poi, sta chiudendo finalmente la vicenda del trasferimento della biblioteca comunale che comincerà a funzionare al più presto”. 

Quali sono i punti di debolezza su cui sta cercando di intervenire?
“La logistica dell’ufficio, la migliore distribuzione del personale e la parte prettamente economica, cioè i soldi”.

Quali sono stati i risultati raggiunti con la manifestazione “la notte della cultura”?
“Abbiamo prodotto molte cose interessanti, tra cui una mostra sulle Cinquecentine della biblioteca Painiana. Molto interessante è stata una mostra sull’intervento della reggia sovrintendenza, nella vicenda della ricostruzione di Messina e del suo piano regolatore, attraverso un profondo spoglio dei documenti che abbiamo nel nostro archivio storico, che ha fatto vedere quanto la presenza del monumento e la decisione di conservarlo o di restaurarlo o di costruirlo (come nel caso del Duomo) abbia influito sul disegno della città. Ci dispiace che nessuno abbia approfittato dei cento anni del Piano Borzì per ricordare questa figura straordinaria”.

Quali sono i punti caldi che, a suo parere, rallentano le possibilità di miglioramento e di vivibilità della città di Messina?
“I punti caldi che investono la nostra città, a mio parere, sono quattro. Il primo è il Ponte: non possiamo continuare a far finta di giocare perché “tanto non si farà mai”. Il secondo sono i due grandi buchi ferroviari: da Giampilieri a Giarre e da Patti a Castelbuono. Non è possibile che la politica non abbia la forza di chiamare le Ferrovie alla loro responsabilità. Il terzo è la statale 185: opera indispensabile e fondamentale per l’intera nostra Sicilia. Ed anche di questa costruzione non ne parla nessuno. Quarto ed ultimo punto è la straordinaria debolezza strutturale del tessuto amministrativo dei comuni della provincia. Non è possibile avere oltre sessanta comuni sotto ai cinque mila abitanti”.
 
C’è qualche progetto cui tiene particolarmente e che è riuscito a portare a compimento?
“Si. Verrà presentato finalmente, dopo oltre un anno di lavoro, il progetto preliminare di restauro delle mura di Carlo V della città di Messina. Uno dei monumenti più importanti, più nascosti e più sconosciuti di questa città”.

È possibile una collaborazione tra Soprintendenza ed imprese per finanziare progetti di restauro?
“È possibile ma altrove. C’è stata qui a Messina solo un’eccezione straordinaria: una clinica privata, in occasione dei cinquanta anni della sua fondazione, ci ha finanziato una mostra: quella dei santi guaritori. Mostra organizzata dalla Sovrintendenza dal punto di vista scientifico e dalla Provincia dal punto di vista operativo e che ha avuto un enorme successo sia di pubblico che di critica. Questa collaborazione, che io sappia, è il primo esempio di sponsorizzazione dei beni culturali a Messina”.

Qual è la situazione sull’abusivismo?
“Continuiamo su questa opera. Vorremmo un po’ più di collaborazione da parte degli enti locali ma resta un punto saldo: basta baracche!”

Quali sono gli obiettivi che si pone per questo 2012?
“In questo nuovo anno dobbiamo cantierare i progetti finanziati. Altro obiettivo importante è l’apertura del Castello a Milazzo, che avverrà prima dell’estate”.
 

 
Curriculum Salvatore Scuto
 
Salvatore Scuto si è laureato in Architettura all’Università di Roma “La Sapienza” nel 1976. Vincitore di una borsa di studio per l’alta specializzazione in Beni culturali alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Catania. Vincitore di concorso nell’Amministrazione regionale dei Beni culturali e Ambientali con nomina, il 1° maggio 1983, nella qualifica di dirigente tecnico architetto Dirigente tecnico superiore dal 2000. Dall’anno 2010 è Soprintendente ai Beni culturali di Messina.

Articolo pubblicato il 20 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Salvatore Scuto, Sovrintendente Beni culturali di Messina
Salvatore Scuto, Sovrintendente Beni culturali di Messina


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