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Quotidiano di Sicilia

Cresciuta la capacità di scovare gli illeciti
di Gabriele Ruggieri

Forum con Stefano Screpanti, comandante Guardia di Finanza di Palermo

Tags: Stefano Screpanti, Guardia Di Finanza



Quali risultati avete ottenuto con l’attività svolta nell’ultimo anno?
“Possiamo dire con certezza che la crescita dei dati riguardanti gli illeciti scoperti nei settori in cui operiamo non è dovuta solo ad un mero aumento delle violazioni, ma anche ad un incremento della nostra capacità di scovarle. La priorità della nostra azione, ed in generale, delle pubbliche istituzioni a Palermo, è ancora il contrasto alla criminalità organizzata e, per quanto ci riguarda, le infiltrazioni nell’economia. I dati che abbiamo ci dicono che il problema è ancora persistente. Solo lo scorso anno, abbiamo sequestrato patrimoni ricollegabili alla criminalità organizzata per più di 700 milioni di euro e confiscato beni per 500 milioni di euro, il 26% ed il 50% del dato nazionale Guardia di Finanza. Abbiamo sottratto 91 aziende all’influenza mafiosa, un segnale, questo, che ci indica quanto il problema dell’inquinamento dell’economia da parte della criminalità organizzata persista. Ciò non significa, tuttavia, che in altre aree d’Italia queste ingerenze non esistano, tutt’altro; nel meridione, ed in particolare in Sicilia, il problema è storicamente più radicato per cui organi investigativi e magistratura hanno maturato tecniche di contrasto adeguate al particolare contesto territoriale, in grado ormai di incidere con efficacia sul problema. Lo scorso anno abbiamo registrato un avanzamento in tutti i settori rispetto al 2010. Tuttavia, quello che vorrei sottolineare è il progressivo aumento del livello della concretezza della nostra azione grazie ad importanti strumenti come il sequestro per equivalente, che ci consente, appunto, il sequestro dei patrimoni dei grandi evasori in misura corrispondente alle imposte evase. Palermo inoltre è un modello per il coordinamento tra forze di polizia, con forme di controllo molto integrato del territorio e riunioni continue per stabilire priorità ed aree di intervento in cui ognuno si adopera in base alle proprie proiezioni ma in maniera organizzata. Questo è di grande importanza in un periodo in cui occorre razionalizzare l’impiego delle risorse”.

Quali sono i reati che caratterizzano maggiormente il territorio?
“Su questo territorio, l’illegalità non è solo mafia, pur se questa è la minaccia su cui mantenere il più alto livello di guardia. Diffuse sono le frodi sui finanziamenti pubblici, tanto che lo scorso anno abbiamo scoperto circa 86 milioni di euro di finanziamenti indebitamente percepiti, misura raddoppiata rispetto all’anno prima. Parimenti diffusi sono il sommerso, il lavoro nero, l’abusivismo, che alimentano una quota consistente dell’evasione fiscale; inoltre, vi sono dei segnali di ripresa di alcuni fenomeni come il contrabbando di sigarette, il gioco illegale e le scommesse clandestine”.

Di quanti uomini disponete? Questo numero riesce a garantire un’adeguata copertura?
“In tutta la provincia di Palermo la Guardia di Finanza dispone di circa 1.200 unità distribuite sul territorio; tuttavia, più che il numero degli uomini è di fondamentale importanza il loro utilizzo e la loro preparazione”.

Come procede il processo d’informatizzazione della vostra attività?
L’informatizzazione ci sta aiutando molto. Puntiamo molto sulla continua formazione del nostro personale anche attraverso lo strumento dell’e-learning. Abbiamo circa 30 banche dati informatiche collegate all’anagrafe tributaria che permettono ai nostri analisti di incrociare informazioni provenienti da fonti diverse, acquisire preliminarmente tracce di operazioni in nero oppure di ricchezze nascoste permettendoci d’intervenire in maniera mirata con una ragionevole certezza di pervenire a risultati, per il contrasto all’evasione fiscale ma anche agli interessi economici della criminalità organizzata”.
 
Cosa state facendo per contrastare l’evasione fiscale?
“Diverse sono le nostre linee d’azione nel settore, su tutte le verifiche fiscali, 412 lo scorso anno, che consistono in esami approfonditi della contabilità e delle disponibilità finanziarie svolti nei confronti di quei soggetti selezionati in base al rischio d’evasione riscontrato dalla preventiva analisi svolta grazie alle nostre banche dati. Ad affiancare l’attività di verifica vi sono il controllo più circoscritto a singoli atti di gestione a rischio e le indagini di polizia giudiziaria, che riguardano i grandi reati fiscali come fatture per operazioni inesistenti, alterazioni di bilancio, trasferimenti di capitali in paradisi fiscali e finanziari ed altri fenomeni che si contrastano attraverso gli strumenti investigativi previsti dal codice di procedura penale. Un’altra linea d’azione è il controllo economico del territorio, che si traduce nella presenza delle nostre pattuglie per attività di osservazione che vanno ad alimentare le nostre banche dati al fine di verificare chi sono gli effettivi fruitori dei beni cosiddetti di lusso al di là della loro intestazione formale. Controlliamo, inoltre, l’importazione e la circolazione delle merci ed operiamo quotidianamente dai 25 ai 30 controlli su scontrini e ricevute fiscali”.
 

 
Curriculum Stefano Screpanti
 
Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana ed insignito della Medaglia militare d’oro al merito di lungo comando e della Croce d’oro per anzianità di servizio, Stefano Screpanti ha diretto diverse articolazioni operative di Nuclei di polizia tributaria del Sud Italia. È stato Comandante Provinciale di Ravenna e Capo Ufficio Tutela Entrate del Comando Generale, con funzioni di programmazione, indirizzo operativo e monitoraggio delle attività di contrasto dell’evasione fiscale. Attualmente è comandante della Guardia di Finanza della provincia di Palermo.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Stefano Screpanti, comandante Guardia di Finanza di Palermo
Stefano Screpanti, comandante Guardia di Finanza di Palermo