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Quotidiano di Sicilia

“Nell’Oasi del Simeto rischio di speculazione urbanistica”
di Melania Tanteri

Esposto di Legambiente e di un comitato al Comune di Catania: colate di cemento dietro il “Prusst”. Presentato project financing su 588 ettari. I villaggi abusivi ne occupano già 346

Tags: Oasi Del Simeto, Legambiente



CATANIA - Ecosostenibilità, fruizione, riqualificazione e attenzione alla disabilità. Questi alcuni dei termini politically correct e dall’alto potere suggestivo, dietro cui si nasconde ciò che, in realtà, rappresenterebbe soltanto una grande speculazione urbanistica, con tanto di colata di cemento e stravolgimento dell’unica riserva naturale degna di questo nome a Catania.

Questo almeno, stando a quanto affermato sia dal comitato catanese Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, che da Legambiente Catania, in relazione al project financing “Vivere la natura nell’Oasi del Simeto”, un progetto preliminare del piano di utilizzo dell’area protetta e inserito all’interno del Prusst, il Programma di riqualificazione urbana e sviluppo sostenibile del territorio.

Il “Piano di utilizzo” prevede infatti un intervento massiccio, per lo più edilizio, su circa 588 ettari (ai quali si aggiungono i preesistenti villaggi abusivi per circa 346 ettari) per la realizzazione di alberghi, negozi, ristoranti, complessi residenziali, centri estetici, strutture nautiche, campi da golf, oltre che un porto canale turistico, da realizzare nella zona B della Riserva Naturale, creata proprio a protezione della stessa, nel 1984, anno della sua istituzione.

Un progetto enorme - anche dal punto di vista economico, dato che si parla di 1,8 miliardi di euro - da realizzare in variante al Prg, che stravolgerebbe la preriserva naturale e potrebbe avere gravi ricadute sulla riserva, già ampiamente violentata negli anni.
Per questo, Legambiente Catania ha presentato al Comune etneo, che dovrà esprimersi sulla validità dei progetti e, in seguito, approvarli, una formale opposizione a quanto previsto dal project financing presentato dalle società Portnall Italiana S.p.A. e Oasi del Simeto s.r.l.

“La preriserva di una delle più importanti aree protette siciliane è stata scelta per concentrare edificazioni turistiche impensabili anche in territori non sottoposti ad alcuna tutela - si legge nel documento presentato dall’associazione: alcuni semplici dati servono a dimostrare la totale incompatibilità del progetto presentato con la tutela della riserva naturale ed il contrasto con la vigente normativa”.

Secondo Legambiente, infatti, il contrasto con la stessa esistenza della riserva naturale sarebbe fin troppo evidente. “L’“Oasi del Simeto” – scrivono ancora i rappresentanti dell’associazione - è stata istituita al fine di “favorire ed incrementare le condizioni per la sosta e la nidificazione della fauna e il restauro della vegetazione psammoalofila e mediterranea”. Queste finalità – aggiungono - verrebbero irrimediabilmente compromesse dalla realizzazione delle opere del progetto per la massiccia antropizzazione del territorio”.

Il progetto proposto, inoltre, risulterebbe in aperto contrasto con le aree S.I.C. e Z.P.S., individuate nell’area, così come con le indicazioni del Piano per l’Assetto Idrogeologico: “le aree risorsa 2, 3 e 4 ricadono infatti in aree a rischio idrogeologico con livelli di rischio e pericolosità tali – proseguono - da rendere irrazionale la previsione di qualunque edificazione).
Da qui, la scelta di opporsi formalmente a un piano che, lontano dal riqualificare l’area naturale, potrebbe comprometterla definitivamente.
 

 
Previsti un porto turistico-cantiere, residenze, hotel e campo da golf

CATANIA - Secondo il progetto, sono 4 le aree di intervento all’interno della zona B della riserva. La prima è denominata “Porto canale” e prevede un porto turistico da 1200 posti, compreso uno specchio d’acqua artificiale, un cantiere navale, un albergo di circa 15 piani, strutture sportive, edilizia commerciale, un centro benessere, yacht club, bar, ristoranti, un centro fieristico navale, e pure un complesso residenziale dal nome “Borgo marinaro”, oltre a zone destinate alla viabilità e ai parcheggi. La seconda è il Golf Resort: un campo da golf che si andrà a sostituire a terreno agricolo e che richiederà uno spropositato utilizzo di risorse idriche per l’irrigazione. Anche in quest’area “si prevede di inserire nuovi edifici, sia grandi che piccoli, come ristoranti, piccoli negozi e strutture ricettive”.
L’Area riserva n.3 è denominata “Parco del Mediterraneo”: “sei aree tematiche di cui una – si legge nel progetto – consiste in una grande area alberghiera immersa nel verde”, che si affaccia sulla parte centrale dell’Oasi. Infine, l’Area risorsa n. 4, che si disloca lungo la fascia adiacente ai 100 metri dalla riserva. Anche qui, si prevedono attrezzature turistico-ricreative, un beauty farm, solarium, residenze, così come un ippodromo ed attrezzature balneari.

Articolo pubblicato il 24 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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