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Un centro di ricerca insieme alle Università
di Cettina Mannino

L’idea dell’assessore all’Industria Venturi sullo stabilimento di Termini. Trasformare l’area in un centro di produzione



PALERMO – Mantenere la calma, in un momento dove sono contesi duemila posti di lavoro, non è semplice. L’assessore all’Industria della Regione Sicilia, Marco Venturi, cerca, da politico con esperienza imprenditoriale, di trovare un accordo tra le parti. 

“La questione non è togliere o meno la Fiat da Termini Imerese. Il problema adesso - spiega Venturi - è quello di mantenere l’area industriale di Termini un agglomerato attivo. Non possiamo, infatti, permetterci di deindustrializzare prima Termini e poi, con lo stesso ragionamento, il resto della Sicilia. Ritengo - sottolinea l’assessore - che anche togliendo le fabbriche da questa zona della città, l’agglomerato non potrebbe essere convertito in zona turistica”.
Quindi l’idea di Venturi “è quella di mantenere lo stabilimento Fiat nell’agglomerato di Termini, ma riveduto e corretto”. In pratica la proposta dell’assessorato all’Industria è quella di fare della Fiat non un centro di assemblaggio, ma di produzione diretta, creando inoltre un centro di ricerca insieme alle Università, anche siciliane, secondo gli accordi di Programma Quadro.
“Adesso aspettiamo di parlare con i vertici Fiat”, spiega Venturi “Ma il tutto deve essere fatto con calma e tempo. Non possiamo permetterci di fare errori per la fretta”.

In pratica la questione Fiat sembra essere diventata un tiro alla fune. Da Torino, infatti, il dado sembra essere tratto. La Fiat emigrerà dalla Sicilia. “Siamo in un’isola - conclude Venturi- e dobbiamo fare in modo che tutto sia intrecciato con sinergia. In Sicilia deve esistere il settore industriale, turistico, ma anche quello dei trasporti e delle comunicazioni. Non credo sia possibile sostituire le imprese con il turismo o cancellare la categoria operaia dalla nostra Isola”.

Articolo pubblicato il 28 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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