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Finanziaria “bucata”, sviluppo compromesso
di Giovanna Naccari

L’Ars da l’ok a una spesa per 900 milioni di euro che non ha copertura. Il 30 aprile il termine entro cui riparare agli errori di 6 mesi

Tags: Ars, Carmelo Aronica



PALERMO – Il modo di procedere “privo di armonia” e “alluvionale” dell’Assemblea regionale siciliana – commento del presidente della Regione, Lombardo e dell’assessore all’Economia, Armao dopo la bocciatura di 84 norme della Finanziaria da parte del commissario dello Stato, Carmelo Aronica – fa supporre che a Palazzo reale alcuni politici usino l’Autonomia come meglio conviene, senza considerare i principi di uguaglianza tra i cittadini e gli obblighi imposti al Paese per uscire dalla crisi.
Molti articoli infatti sono finiti sotto la scure dell’organo di controllo perché contrari alla Costituzione o alla linea di rigore del governo nazionale sulla spesa pubblica. Questa “leggerezza”, che in ogni caso ha anche responsabilità dentro il governo, che dovrebbe far valere il suo progetto di sviluppo grazie ad una maggioranza che lo condivide, è apparsa in molti articoli della manovra economica che giovedì è stata fermata da Aronica.

Tra questi, assunzioni pubbliche senza concorso, trattamento economico dei dirigenti in contrasto con i contratti collettivi di lavoro, violazioni di direttive comunitarie. E, addirittura, una violazione già commessa nella Finanziaria 2010: l’applicazione di un canone in favore di impianti di allevamento ittico in base a norme statali abrogate da otto anni. Ma c’è di più. La bocciatura delle norme ha creato un buco di circa 900 milioni di euro che ieri ha costretto Governo e Ars a correre contro il tempo per trovare un rimedio e votare la legge evitando il commissariamento della Regione, previsto in caso di mancata approvazione dei documenti finanziari entro il 30 aprile. Una fatica che fino a tarda mattina non aveva prodotto risultati, tanto che il presidente dell’Ars, Cascio aveva aperto i lavori con all’ordine del giorno l’approvazione di Bilancio e Finanziaria senza le parti impugnate e li aveva rinviati al pomeriggio.

Intanto sotto la scure del commissario Aronica è finita anche la possibilità di dare ossigeno alle cooperative con il recupero di parte dei crediti vantati dalla pubblica amministrazione. “Tra le norme della Finanziaria bocciate dal commissario dello Stato – ha detto Michele Cappadona, presidente Agci Sicilia – c’è anche quella che avrebbe permesso alle cooperative di recuperare una parte dei crediti vantati nei confronti di un ente locale o di un Asl. Questa misura è stata impugnata perché, secondo il Commissario, non è stata indicata l’effettiva copertura finanziaria. Pertanto, reputo che l’unica via d’uscita sia quella della costituzione di un fondo ad hoc per coprire almeno i pagamenti attesi da più di due anni”. Nel mondo delle associazioni, duro il giudizio di Mario Filippello, segretario regionale Cna, confederazione nazionale artigianato e pmi: “Le imprese produttive e il mondo del lavoro – ha affermato – attendevano risposte forti, invece ci troviamo in una situazione di assoluta incertezza, che appesantisce ancora di più una crisi già devastante”.

Articolo pubblicato il 28 aprile 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Carmelo Aronica
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