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Quotidiano di Sicilia

Lotta serrata all’evasione fiscale
di Margherita Montalto

Forum con Francesco Gazzani, comandante provinciale della Guardia di finanza di Catania

Tags: Catania, Guardia Di Finanza, Francesco Gazzani



Quali sono stati i risultati raggiunti nel 2011 e nel I trimestre del 2012?
“Particolare attenzione è stata dedicata all’attività di ricerca evasori attraverso una diffusa azione di “intelligence” tesa all’individuazione di tutti quei soggetti che operano in evasione totale. Tale attività ha permesso di ottenere lusinghieri risultati. I reparti del comando provinciale di Catania hanno eseguito il sequestro di beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie per un totale di euro 11.863.010. Gli evasori totali, cioè soggetti totalmente sconosciuti al Fisco, sono stati 163 e 196 i soggetti denunciati per reati tributari. Nel 2011 in tutta la provincia di Catania, sono stati evasi redditi per 263 milioni di euro sui quali avrebbero dovuto applicarsi le imposte. Inoltre sono stati evasi 42 milioni di Iva e 7 milioni è l’Iva non versata”.

Come contrastate l’evasione fiscale?
“Grazie ad un’analisi che permette di tracciare un vero e proprio “profilo” dell’evasore fiscale, con mirate verifiche (analisi della gestione aziendale nella sua globalità) e controlli fiscali (esame approfondito di uno o più atti della contabilità d’impresa), abbiamo ottenuto significativi risultati. La tutela della legalità e la lotta all’evasione fiscale restano gli obiettivi principali da perseguire per il comando provinciale delle Fiamme gialle e riguarda diverse categorie commerciali: panifici, bar, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, ristoranti, parrucchieri, barbieri e negozi di abbigliamento, nonché attività professionali”.

Il sequestro per equivalente in cosa consiste?
“Tra gli istituti previsti dalla legge che consentono l’applicazione di misure cautelari patrimoniali, vi è quello, in materia penale, del cosiddetto “sequestro preventivo” per equivalente introdotto con la L. n. 146/2006 art. 11 che ha previsto la possibilità della confisca e del sequestro preventivo “per equivalente” (disciplinato dall’art. 322ter del cp) ovvero: qualora non sia possibile individuare i beni che costituiscono il prodotto/profitto/prezzo del reato il giudice può disporre il sequestro e la confisca di altri beni o utilità di cui il reo abbia la disponibilità anche per interposta persona, per un valore corrispondente”.

Come intervenite circa lo sfruttamento del lavoro nero e sommerso?
“La strategia operativa adottata dalla Guardia di finanza risponde alle esigenze di contrasto dello “sfruttamento” dei lavoratori che frena la crescita dell’economia legale e favorisce la proliferazione di forme di criminalità diffuse che incidono sul livello generale di percezione della sicurezza da parte dei cittadini. Da parte mia, sono fortemente orientato a contrastare e reprimere la piaga dell’impiego di lavoratori “in nero” che sfruttati e senza certezze sulla stabilità del rapporto d’impiego, vedono negati i diritti alla salute, alla sicurezza, previdenza ed assistenza. La vigente normativa prevede sanzioni “salatissime” e da sola dovrebbe convincere i datori di lavoro a non utilizzare lavoratori in nero o irregolari, ma evidentemente ciò non basta. Le imprese irregolari sono punite con la cosiddetta “maxisanzione”, cioè con una sanzione amministrativa che va da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore in nero, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo svolto. Le Fiamme gialle etnee, nel corso del 2011, hanno effettuato attività ispettiva finalizzata al cosiddetto sommerso di lavoro nei confronti di 211 imprese di cui 166 sono risultate irregolari impiegando in totale 419 lavoratori irregolari, tra cui 4 minorenni e 26 stranieri. Nel trimestre gennaio-febbraio- marzo gli irregolari sono stati 432 di cui 7 minorenni e verbalizzati 90 datori di lavoro. L’attività di ricerca del “sommerso da lavoro” è sempre in corso ed irrefrenabile”.
 
Come si articolano le vostre attività?
“La Guardia di finanza concentra la sua azione su fenomeni particolarmente lesivi per il bilancio dello Stato: contrasto all’evasione e all’elusione fiscale attraverso un mirato programma dell’attività di verifica e controllo, ed all’economia sommersa, nella sua duplice forma del sommerso “d’azienda” e “di lavoro”; contrasto alla contraffazione di marchi e alla pirateria audiovisiva, quale irrinunciabile attività a garanzia dello sviluppo economico del Paese; contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, con particolare riferimento agli incentivi alle attività produttive, al settore delle uscite comunitarie e delle connesse risorse nazionali di cofinanziamento, nonché al comparto della spesa sanitaria; contrasto agli illeciti in danno ai risparmiatori, dei consumatori e del sistema delle imprese e, quindi, a tutela del mercato dei capitali, con il contrasto al riciclaggio ed  all’usura, la lotta al falso nummario ed al finanziamento del terrorismo, ed a tutela del mercato dei beni e servizi, con la lotta al caro-vita, con specifico riferimento al rilevamento dei “prezzi al consumo”, finalizzato agli aggiornamenti degli studi di settore, ed al controllo sulla “pubblicità dei prezzi”, riguardante il settore del commercio. Il contrasto ai traffici illeciti e la lotta alla criminalità organizzata è attivata attraverso indagini finanziarie, con aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati che tendono ad essere mimetizzati nell’economia legale”.

E per quanto riguarda il settore degli stupefacenti?
“La Guardia di finanza di Catania è sempre impegnata a contrastare il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Abbiamo effettuato un ingente sequestro per 57 tonnellate canapa e notevoli quantità di droghe pesanti”.
 

 
Curriculum Francesco Gazzani
 
Francesco Gazzani proviene dalla Scuola ispettori e sovrintendenti dell’Aquila. È nelle Fiamme gialle dal 1981. Ha comandato la 1a sez. di Pg del Nucleo di Pt di Bari e ha lavorato al Secit, il Servizio del ministero delle Finanze per le ispezioni tributarie. Ha diretto la compagnia di Eboli e il Goa di Napoli. Dal 1994 al 2000, ha prestato servizio alla Dia di Salerno. Ha diretto il gruppo Repressione frodi del Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli. Dopo un periodo di formazione, all’Istituto superiore di Stato maggiore interforze – Casd - Roma, è rientrato nell’attività operativa in Calabria sede i cui ha diretto il comando provinciale di Crotone e Reggio Calabria, poi promosso al grado di colonnello.

Articolo pubblicato il 04 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Gazzani, comandante provinciale della Guardia di finanza di Catania
Francesco Gazzani, comandante provinciale della Guardia di finanza di Catania