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A Barcellona Pozzo di Gotto un museo di mattonelle artistiche per pochi intimi
di Elisa Bonacini

Sorto nel 1988, il Museo Epicentro è unico nel suo genere ma colpevolmente dimenticato dalle istituzioni. Prestigiose le firme degli artisti raccolte nel Centro, ultimi arrivati Pomodoro e Fornasari

Tags: Museo, Barcellona Pozzo Di Gotto, Nino Abbate, Fabio Fornasari



BARCELLONA PDG (ME) - Nel piccolo borgo di Gala a Barcellona Pozzo di Gotto c’è un museo d’arte contemporanea, sconosciuto ai più: il Museo Epicentro. Sorto come centro culturale nel 1988, l’idea d’un “Museo delle Mattonelle d’arte” nasce nel 1994 dall’inventiva artistica di Nino Abbate che, passato dall’atletica (negli anni ’70 nazionale di atletica leggera, rappresentò l’Italia nell’incontro internazionale di maratona allo Stadtpark di Furth in Germania), si è dedicato poi a pittura e scultura, presentando numerose mostre personali.

L’avventura del Museo è iniziata con la I Esposizione Nazionale d’Arte “Artisti per Epicentro”. Dal ‘94 in poi Abbate ha spedito in ogni parte d’Italia (e non solo) le sue mattonelle grezze (30x30), lasciando alla creatività degli artisti estrema libertà nel decorarle, per tecnica e materiali. In tanti l’hanno sostenuto: ora il Museo vanta una collezione d’arte e pezzi unici originale e esclusiva, con oltre 900 mattonelle donate dai maggiori esponenti di movimenti e tendenze dell’arte contemporanea in Italia, da Corrente fino alle ultime generazioni. Proprio in questi giorni sono arrivate le opere di Arnaldo Pomodoro e di Fabio Fornasari, progettista del Museo del Novecento a Milano, consegnata personalmente ad Abbate lo scorso 19 aprile.

Il Museo, vero Epicentro di un’idea capace di irradiarsi come un terremoto creativo, ha un’ampia sezione dedicata ad altri linguaggi dell’arte, fotografia, ceramica d’arte, vetro e mosaico d’arte. L’edificio in cui è ospitata la collezione (costruito da Abbate) è circondato da un giardino d’agrumi e noci, con vialetti in pietra: piccola oasi per la contemplazione dell’arte e della natura.

Epicentro vive grazie al suo creatore: a parte piccoli contributi da enti di poco conto, si gestisce con difficoltà autofinanziandosi (il biglietto costa € 2,50). Tutto è a spese del Museo (dalla spedizione a/r delle mattonelle alla pubblicazione dei cataloghi). Senza dipendenti o custodi fissi, l’apertura è comunque garantita tutti i giorni. L’Esposizione, evento tradizionale nel settore, è arrivata alla XIX edizione e il Museo è stato inserito nel circuito del contemporaneo di Palazzo Riso a Palermo. Nonostante tutto, esso è fuori da circuiti turistici e culturali (e da una seria programmazione del Comune di Barcellona), non è segnalato dai maggiori portali e arriva a stento a un migliaio di visitatori l’anno, tra scolaresche, esposizione annuale e eventi organizzati insieme all’Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani.
 

 
Il portale. Un tour virtuale tra le mattonelle esposte
 
Attento al multilinguismo (inglese, francese, tedesco, spagnolo) il sito web (www.museoepicentro.com) è un importante strumento di valorizzazione di questa collezione unica al mondo. Oltre la presentazione in homepage e la sezione Come raggiungere il Museo (con indirizzo e indicazioni localizzate su Google maps), il sito costituisce l’archivio delle edizioni dell’Esposizione Nazionale, corredato da un’introduzione su movimenti e artisti contemporanei che hanno contribuito alla collezione. Come appare dalle sezioni Dicono di noi e Bibliografia, Epicentro è oggetto di numerosi studi e giudizi positivi fatti da critici, artisti, museologi. Una parte della collezione è visionabile in Artisti per Epicentro, dove sono elencati gli artisti partecipanti alle esposizioni sin dal 1994. L’omonimo profilo su Facebook è attivissimo: più di 1100 iscritti da tutto il mondo contribuiscono ogni giorno a trasformare la sua galleria d’immagini in una vera e propria galleria virtuale d’arte contemporanea.

Articolo pubblicato il 08 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Fabio Fornasari e Nino Abbate
Fabio Fornasari e Nino Abbate



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