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Agrigento - Sogeir: i Comuni debitori per 7 mln
di Andrea Pizzo

Sciacca batte tutti con oltre 3 milioni di euro. Al secondo posto c’è Menfi con un debito di 1 milione. Il presidente Sogeir Enzo Marinello: “Ci creano problemi con i fornitori”

Tags: Ato, Debiti



AGRIGENTO - A oggi ammontano complessivamente a circa 7 milioni e 350 mila euro i crediti che la Sogeir Ato Ag 1 spa vanta nei confronti dei 17 comuni agrigentini in cui gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e lo spazzamento meccanizzato delle strade. L’unico in regola con i pagamenti è il Comune di Cianciana.

Il più moroso è quello di Sciacca, con un debito di circa 3 milioni di euro. Alle sue spalle, il Comune di Menfi con un milione, al terzo posto Cattolica Eraclea e Santo Stefano di Quisquina: entrambi hanno arretrati per un valore di 900 mila euro. Non scherzano neanche i Comuni di Bivona, Sambuca di Sicilia e Alessandria della Rocca, con debiti rispettivamente di 550, 250 e 150 mila euro. novanta mila euro, invece, le somme che deve alla società d’ambito il Municipio di Caltabellotta. Seguono Calamonaci, Santa Margherita di Belice e San Biagio Platani con 80 mila. A quota 70 mila troviamo i comuni di Burgio, Lucca Sicula e Villafranca. Chiudono la lista nera del presidente di Sogeir, Enzo Marinello, Ribera e Montevago con 30 mila euro.
Alla domanda su cosa comportano per l’azienda tali dilazioni nei pagamenti, Marinello, ha risposto così: “Ci creano problemi con i fornitori, ci obbligano a  richiedere anticipazioni alla banche e a pagare gli interessi e non ci permettono di organizzazione ancora meglio i servizi”.

Una situazione difficile che, però, nell’Ato Ag 1, grazie a una gestione oculata, non ha sortito
gli effetti manifestatesi in altri ambiti territoriali ottimali dell’isola, ossia l’emergenza rifiuti.
Dal canto loro, le varie amministrazioni comunali, spesso, motivano i ritardi acculati per saldare le spettanze, con la pratica di evadere la Tarsu, che nell’Ato Ag 1 esiste e come. Stando alle parole di Marinello la percentuale di coloro che fanno i furbi, evadendo o eludendo la tassa (dichiarando di abitare in una casa con una superficie inferiore a quella reale), si aggira fra il 30 e il 35%.

Insomma, se i cittadini e gli amministratori non vogliono vedere le proprie città con i cassonetti stracolmi e le strade invase dai rifiuti, perchè la Sogeir non riesce più a rispettare gli impegni con i fornitori e a corrispondere gli stipendi agli operatori ecologici, è meglio che i primi paghino le tasse per come è giusto fare e i secondi facciano partire al più presto i bonifici verso il conto corrente della società d’ambito.
 

 
Nonostante i comuni in cui opera non siano puntuali nel pagare il servizio che essa svolge, la Sogeir Ato Ag 1 riesce ad essere fra le poche società d’ambito siciliane che l’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque definisce virtuose (quelle che dovrebbero uscire indenni dalla riforma che il governo regionale ha intenzione di varare). Lo dicono i numeri della situazione finanziaria e quelli sulla raccolta differenziata dei rifiuti (32% a giugno 2009).
Da queste parti non si è mai sentito parlare di commissariamenti né di emergenze igienico-sanitarie legate alla “mondezza”. Il presidente Marinello ha sempre indicato come chiave del successo l’adozione di una gestione cosiddetta “in house”. Niente esternalizzazioni in pratica. La Sogeir, infatti, è proprietaria di autocompattatori, di una discarica e sta per inaugurare un impianto di compostaggio per trasformare i rifiuti organici in concimi per l’agricoltura. (ap)

Articolo pubblicato il 28 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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