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Quotidiano di Sicilia

Fondi Jeremie, le Pmi tornano a sperare
di Michele Giuliano

Una via d’uscita alla mancanza di liquidità: attivati canali di consulenza in Sicilia per l’accesso al finanziamento agevolato. Tassi davvero convenienti per le imprese che accederanno alla misure di finanziamento

Tags: Fondi Jeremie, Imprese



PALERMO - Consorzi fidi, organizzazioni di categoria e imprese scaldano i motori: tutti innamorati del finanziamento conosciuto con il nome di “Jeremie Sicilia”. Evidentemente una manovra considerata dagli addetti ai lavori come possibile via d’uscita alla mancanza di liquidità delle aziende che specialmente in Sicilia si sente, eccome, da quando è entrata la recessione. Tra i primi a muoversi in questo contesto l’Unifidi Imprese Sicilia e la Cna che hanno messo a disposizione filiali e proprio personale per avere l’accesso alle informazioni necessarie per presentare le domande di finanziamento.

L’iniziativa “Jeremie Sicilia”, attivata con l’accordo tra Fei (Fondo europeo per gli investimenti) e Bnl (Banca nazionale del lavoro), mette a disposizione un plafond complessivo di 110 milioni di euro per interventi in cofinanziamento a medio e lungo termine destinati alla realizzazione di programmi di investimento da parte delle piccole e medie imprese siciliane. Le caratteristiche del finanziamento sono: l’importo finanziabile, erogato al 40 per cento con i fondi Fei e 60 per cento con Bnl, varia da un minimo di 17 mila ad un massimo di 400 mila euro e la durata da un minimo di 4 ad un massimo di 8 anni. I tassi d’interesse previsti sono: quota fondi Jeremie (40 per cento), tasso zero (rimborso del solo capitale), quota fondi Bnl (60 per cento), tasso parametrato all’Euribor a 3/6 mesi, maggiorato di uno spread definito in funzione del merito creditizio attribuito dalla Bnl alla richiedente. Stesso accordo è stato siglato tra Fei e Unicredit, con un plafond di 20 milioni di euro e importi finanziabili fino ad un massimo di 25 mila euro.

Le caratteristiche del finanziamento sono: l’importo finanziabile, erogato al 45 per cento con i fondi Fei e 55 per cento con Unicredit, fino a un massimo di 25 mila euro e la durata da un minimo di 1 ad un massimo di 4 anni. I tassi d’interesse previsti sono: quota fondi Jeremie (40 per cento), tasso zero (rimborso del solo capitale) e quota fondi Unicredit (55 per cento) con tasso parametrato all’Euribor a 3 mesi, maggiorato di uno spread definito in funzione del merito creditizio attribuito da Unicredit alla richiedente con un ulteriore sconto dello 0,75 per cento. “Per maggiori informazioni sulle spese ammissibili e la presentazione delle richieste – dicono dalla Cna provinciale di Palermo – si possono contattare i nostri uffici allo 091.5600283 o allo 091.6110688”.

A sottoscrivere le intese Richard Pelly, chief executive Fei, Francesco Acito, direttore territoriale corporate Sud di Bnl-Bnp Paribas, e Roberto Bertola, responsabile territorio di Unicredit per la Sicilia. Ricorrendo a fondi strutturali europei assegnati alla Regione, in base all’accordo stipulato oggi e immediatamente operativo, il Fei mette a disposizione di Bnl 44 milioni di euro a cui l’istituto aggiungerà un capitale di 66 milioni, per un totale di 110, mentre 9 milioni saranno concessi a Unicredit che implementerà la dotazione con altri 11 per complessivi 20 milioni.
 


L’approfondimento. Un fondo complessivo da 130 milioni di euro
 
Dunque in ballo c’è un fondo complessivo da 130 milioni di euro per la Sicilia tra risorse pubbliche e private a disposizione per le piccole e medie imprese a condizioni agevolate con un dimezzamento dei tassi di interesse. Una pioggia di soldi che è stata ben accolta da tutti: “Con questo strumento finanziario - ha detto Bertola di Unicredit Sicilia - assisteremo le micro-aziende perché è la nostra vocazione molto territoriale, nell’ottica di aiutare le aziende e le famiglie sane a superare la crisi in un momento di recessione in cui la liquidità è preziosa”. Secondo Giovanni Notaro, responsabile rapporti con organismi sopranazionali Bnl, l’intesa “faciliterà le imprese in un momento di grave crisi congiunturale, che godranno di un accesso al credito a tassi decisamente inferiori, mentre per le banche si tradurrà in una provvista aggiuntiva in un momento di scarsa liquidità”. “Da tempo la Regione - ha rilevato l’assessore all’Economia, Gaetano Armao - si sta impegnando per il sostegno a piccole e medie imprese, a partire del credito d’imposta. Con questo accordo oggi puntiamo a utilizzare al meglio i fondi europei per le imprese e per le famiglia dimostrando che la Sicilia è la prima regione in Europa che si sta muovendo con maggiore impegno e velocità nell’impiego di risorse comunitarie”.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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