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Anche in Sicilia il 2 giugno petizione popolare contro l’Imu
di Redazione

L’iniziativa è stata annunciata nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede della Confederazione. Lo ha annunciato il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella: “Tassazione insostenibile”

Tags: Imu, Tasse



ROMA - “Il 2 giugno a Roma, Bologna, Napoli, Catania, Reggio Calabria, Pescara, Torino, Verona, Trieste e Bari partirà una raccolta di firme in tutte le città italiane e per tutto il mese di giugno a sostegno di due petizioni popolari per l’abolizione dell’Imu e per l’alleggerimento della pressione fiscale”.

Lo ha annunciato il segretario generale dell’Ugl, Giovanni Centrella, dopo aver riunito la segreteria confederale e nel corso di una conferenza stampa indetta ieri presso la sede della Confederazione in via Margutta.
Per il sindacalista “si tratta di un’iniziativa che non intende contrapporsi alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil semmai aggiungersi, per dimostrare ai lavoratori e ai cittadini italiani che le quattro maggiori confederazioni sono impegnate incessantemente a difendere i loro interessi e diritti”. “Chiederemo – ha spiegato il sindacalista - l’abolizione dell’Imu per le prime case ad uso civile abitazione, mantenendole invece su quelle di lusso, che in Italia sono numerosissime, e aumentandone le aliquote dal 30 al 35 per cento, in modo tale da compensare il mancato gettito fiscale. Con la seconda petizione inviteremo i cittadini a sollecitare attraverso la loro firma una riforma fiscale che abbia come obiettivo prioritario l’abbassamento delle tasse sul ceto medio-basso, quindi su operai, impiegati e pensionati”.

“Siamo convinti – ha sottolineato Centrella – che con queste misure si creerà un circolo virtuoso tale da riavviare i consumi, quindi le produzioni e di conseguenza i posti di lavoro. Solo così riusciremo a contribuire alla crescita, obiettivo che non si riuscirà a conseguire con la strada fino ad oggi percorsa di tartassare chi meno. I nostri due appelli non sono rivolti al governo tecnico, perché in realtà non lo ha votato nessuno, ma al Parlamento, a tutti i deputati e i senatori eletti con il voto di cittadini. Tutti gli onorevoli italiani hanno precise responsabilità nei confronti del Paese e dei problemi che oggi ci troviamo costretti a fronteggiare, devono dare chiare e precise risposte e devono impegnarsi di più”.

“Infine – ha detto in conclusione – riteniamo necessaria, qualora nel decreto sugli esodati non dovessero esserci le opportune modifiche, una iniziativa più incisiva contro un provvedimento assolutamente iniquo. L’Ugl è disposta a fare uno sciopero generale a condizione che si faccia insieme agli altri sindacati. Dobbiamo unire i lavoratori italiani, per far arrivare la loro voce a chi legifera e a chi governa in Italia e in Europa”.

Articolo pubblicato il 13 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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