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Quotidiano di Sicilia

Difficoltà nel contrastare il dissesto idrogeologico
di Angela Michela Rabiolo

Forum con Gabriele Salvatore Ragusa, Ingegnere capo Genio Civile di Catania

Tags: Gabriele Salvatore Ragusa



Può riassumerci le competenze istituzionali del Genio Civile?
“Il Genio è organizzato in 25 Unità Operative (Uo), per un totale di 180 dipendenti. Le prime si occupano di attività amministrativa, appalti ma anche ragioneria; le altre Uo sono ripartite in più settori tra cui fotovoltaico, sismico, sistema delle acque ed edilizia. 
Per quanto riguarda il settore dell’antisismica, è compito del Genio Civile rilasciare un nulla osta ai sensi degli artt.17 e 18 della legge n. 64/1974 per certificare l’aderenza della struttura alle normative di costruzione antisismica. Un altro settore di nostra competenza è quello delle acque, noi rilasciamo autorizzazioni e concessioni ai sensi del Tu istituito con Regio Decreto n. 1775 del 1933. Il Genio Civile si occupa anche di fotovoltaico che finora ha tirato bene ma oggi gli investimenti non sono più redditizi come prima.
Altro compito consiste nell’approvazione delle opere pubbliche. La legge regionale n. 12/2011 che regola gli appalti in Sicilia ha recepito la normativa nazionale tranne nella metodologia di approvazione. Il Genio ha  infatti il compito di approvare le opere pubbliche dai 5 ai 15 mln di € tramite conferenza dei servizi”.

Come giudica l’attività svolta nell’anno che si è appena concluso?
“Le nostre attività hanno aiutato a mettere in moto l’economia attraverso le conferenze di servizi. Per il Castello Ursino per esempio la conferenza per la riqualificazione del museo ha un importo di 5.900.000 €.
Il Genio è intervenuto inoltre per combattere il dissesto idrogeologico, una piaga continua che balza nelle cronache solo quando accadono disastri ma che, invece, necessita di interventi regolari. Mi sono reso conto però che alla fine abbiamo prodotto solo carta, i progetti sono rimasti sul tavolo perché nessuno è venuto a ritirarli, non li prendono perché non possono farli partire”. 

Come giudica l’operato dei Comuni per la messa in sicurezza del territorio?
“I Comuni hanno bisogno del nostro nulla osta per fare i progetti ma i vari controlli (per esempio sull’effettivo impiego delle norme di costruzione antisismica) non competono il Genio ma i sindaci che però si trovano oggi in situazione di ristrettezza economica. Sarebbe necessario mettere in regola le scuole ma penso che converrebbe rifarle e usare le vecchie strutture, con parametri di sicurezza più bassi, per altri tipi di edificio”.

Quali sono le principali criticità del territorio?
“Il dissesto idrogeologico. Sulla collina di Vampolieri abbiamo realizzato degli interventi, li abbiamo finiti ma la sicurezza non si ottiene tutta in una volta, si sviluppa per tappe. Abbiamo individuato le aste fluviali e le abbiamo liberate, ora il problema sarà la manutenzione che spetta al Comune. Servono comunque altri interventi. La speculazione edilizia selvaggia di 30 anni fa aveva fatto in modo che l’acqua non arrivasse alle aste fluviali mentre ora abbiamo il problema opposto: far deviare dalle aste”. 

Quali sono le questioni più importanti trattate di recente?
“Sempre in tema di dissesto idrogeologico, altri casi sono rappresentati dalla zona industriale di Pantano d’Arci, dal villaggio Santa Maria Goretti e dalla zona dell’aeroporto. Basterebbe la manutenzione straordinaria dei torrenti limitrofi e dei canali di scolo ma non abbiamo i soldi. Recentemente poi, il Genio è intervenuto dentro l’oasi del Simeto ma ci siamo trovati contro gli ambientalisti. Nonostante l’urgenza con la quale dovevamo concludere i lavori abbiamo preferito fermarci”.
 
Perché il Genio non riesce ad intervenire in tema di dissesto idrogeologico?
“Non riusciamo ad intervenire come vorremmo perché la normativa di riferimento per le acque è vetusta e perché non riusciamo a far convogliare sul problema i fondi europei come i Fas. Ancora non si percepisce la gravità della situazione, mi è capitato di partecipare a convegni dove si ipotizzava di togliere tutto l’interramento dei torrenti.
Il Genio Civile crea progetti di intervento ma poi questi devono essere finanziati per diventare operativi, noi come dipendenti regionali abbiamo partecipato ai nuovi bandi e ai fondi Fas, ora fermi. Dall’altro lato, la Regione ha bisogno di un parco progetti perché non riesce a spendere neppure i contributi ricevuti.
Per quanto riguarda la progettazione, il Genio Civile può avvalersi dei suoi specialisti e mettere a disposizione la propria esperienza ma purtroppo è da circa 2 anni, da quando è stata stabilita la nuova organizzazione degli assessorati con la legge di riordino del personale n. 10/2000, che diversi dipendenti laureati sono diventati dirigenti ma sono stati trasferiti a svolgere il nuovo incarico in altre amministrazioni in modo credo non razionale. Io ora ho a disposizione 2 geologi: prima ne avevo sei e già affermavo che erano pochi”.
 

 
Curriculum Salvatore Gabriele Ragusa
 
Salvatore Gabriele Ragusa è nato a Troina, provincia di Enna, il 5 luglio 1959. Si è laureato in Ingegneria civile e poi edile all’Università di Catania. Ha iniziato nel 1987 come dirigente ingegnere del Comune di Troina e con D.P.R. n. 15 del 11/07/2011 è stato nominato commissario straordinario dello I.A.C.P. di Acireale. Ha qualifica di dirigente 3a fascia dal 17 maggio 2000 presso il Genio Civile di Catania dove dall’1 gennaio 2010 è responsabile di Servizio dei lavori pubblici.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Gabriele Salvatore Ragusa, Ingegnere capo Genio Civile di Catania
Gabriele Salvatore Ragusa, Ingegnere capo Genio Civile di Catania