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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua



Avviso 20: enti esclusi pronti al ricorso
di Michele Giuliano

Sul Piano regionale dell’offerta formativa 2012 si aspetta l’ok della Corte dei Conti ma sull’attività sono stati esternati presunti illeciti. Da quest’anno è stata decisa una riorganizzazione che prevede un limite di costi per corso di 135 €/h

Tags: Lavoro, Formazione, Corte Dei Conti



PALERMO - Emergono le prime indiscrezioni su quello che sarà il nuovo piano dell’offerta formativa in Sicilia, le cui graduatorie degli enti di formazione ammessi con i relativi progetti sono al vaglio della Corte dei Conti per il definitivo via libera. A restare fuori sembra che ci siano enti di un certo rilievo che hanno persino un “consolidato”, cioè in attività già da diversi anni in maniera continuativa.

Soprattutto la tagliola del dipartimento regionale della Formazione professionale avrebbe fatto incetta di piccoli enti: si parla di Enfaga di Ragusa, Quasar e Matesis di Palermo, solo per fare qualche esempio. A prescindere da quello che sarà l’esito della Corte dei Conti, che dovrebbe arrivare alla fine di questo mese, gli esclusi sembrano essere pronti alla carica con una serie infinita di ricorsi al Tar, il tribunale amministrativo regionale.

Il paradosso sta anzitutto nel fatto che molti di questi piccoli enti, pur avendo un consolidato e anche del personale a tempo indeterminato (destinato dunque al licenziamento definitivo), molto spesso sono anche assolutamente virtuosi. Nessun debito, nessun buco in bilancio da risanare ed assolutamente il linea con il limite imposto di costi per corso che ora è stato fissato dalla Regione a 135 euro/ora. I ricorsi si baseranno su delle ben precise basi: anzitutto sull’estrema velocità del nucleo di valutazione nel valutare per l’appunto i progetti presentati. Secondo dei ben precisi calcoli fatti dagli stessi enti di formazione, in base al numero dei componenti della commissione di valutazione e al numero di ore per cui sono stati contrattualizzati, emergerebbe che ogni progetto sarebbe stato valutato in media in due minuti.

C’è poi un’altra questione ed è inerente alla legge regionale numero 24 del 1976 ancora in vigore. Questa parla chiaramente di “garanzia occupazionale” per i dipendenti che in questo modo non potrà essere garantita. Altra questione sollevata la virtuosità di alcuni enti esclusi mentre un ente, il Cefop fra tutti, ha avuto disco verde con l’erogazione di complessivi 30 milioni di euro nonostante gli enormi debiti e la marea di personale inglobato. Questioni che senza dubbio dovranno essere inevitabilmente tenute sotto debita osservazione dagli enti preposti. Altra cosa: già la Regione ha dovuto fare i conti con circa 300 osservazioni inoltrate dagli enti per la valutazione dei progetti dell’Avviso 20. La stessa commissione che ha escluso gli enti è stata anche chiamata a valutare le osservazioni. Come se in un processo penale il giudice che ha condannato l’imputato in primo grado si trovasse a emettere la sentenza anche al secondo grado.
 
Altre indiscrezioni dicono che nell’Avviso 20 alcuni enti raddoppieranno e triplicheranno le ore di formazione rispetto agli altri anni. Questo sarebbe anche frutto di alcune cessioni di ramo d’azienda: si sussurra che enti esclusi abbiano chiesto l’accorpamento ad altri enti più grossi. In questo modo, non entrando dalla porta principale, entrano dalla finestra. Ultimo rilievo: la Regione finanzierà l’Avviso 20 con fondi Fse. Anche qui il bando dovrebbe garantire pari opportunità ma secondo gli enti esclusi così non sarebbe stato.
 


Si sblocca l’empasse ma c’è ancora subbuglio
 
Sono in arrivo i 30 milioni di euro che la Regione doveva stanziare per il cofinanziamento dell’Avviso 20: il che significa la totale copertura finanziaria. Per i sindacati un mezzo sospiro di sollievo ma la situazione resta esplosiva. In questi giorni sono state organizzate manifestazioni e presidi in tutta la Sicilia. Il punto, affermano alla Cisl, è che “è assurdo che per sbloccare procedure amministrative e atti dovuti, quali quelli relativi ai 30 milioni di cofinanziamento con cui dare il via a una fase nuova delle attività formative, siano stati necessari mobilitazione, scioperi, presidi”. Questo, sostiene il sindacato, per “l'assoluta insensibilità della classe politica”. E' per questo che la protesta Cisl resta tale e quale: “Perché ora - rimarca il sindacato - vogliamo che sia data soluzione anche alle emergenze sul tappeto”. Non ci sta l’assessore regionale alla Formazione, Mario Centorrino: “Troppi gli allarmismi creati da non corrette associazioni, una sfiducia generalizzata da parte di alcuni operatori del settore che non si capisce se manifestata in buona fede o come resistenza occulta verso un processo di riforma che sta trasformando il settore della formazione stesso attraverso una riforma e riqualificazione dell' offerta formativa ed eliminando rendite e parassitismi”.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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