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La mentalità dei siciliani cambia. Crescono le donazioni di organi
di Angela Michela Rabiolo

Presentati i nuovi dati forniti dal Sit sulle percentuali e numeri di chi decide per l’espianto. Incoraggiante calo delle opposizioni: dal 2011 al 2012 si passa dal 52,6 al 40%

Tags: Donazione Organi



PALERMO - “Polvere tu sei e polvere tornerai” è scritto nella Genesi. Un assunto così universale da generare la volontà di esserci come reazione al mistero che c’è prima e dopo la vita. Non è facile accettare di perdere il mezzo, il corpo col quale si è conosciuto il mondo e che dà sicurezza come se fosse una casa, così spesso l’ultima opportunità di fare un gesto grandissimo pari a partorire una nuova vita, cioè quello di donare uno o più organi e tessuti, spesso viene accantonata perché non si trova il tempo di pensare lucidamente per dare il consenso all’espianto oppure perché ci si sente disturbati da una richiesta fuori luogo.

Bisognerebbe scegliere prima, pensare cosa voler fare del proprio corpo se dovesse accadere qualcosa. La legge 91/1999 introduce la dichiarazione di volontà a donare organi e tessuti. L’art 4 della legge prevede il principio del silenzio assenso, secondo il quale a ogni cittadino maggiorenne viene chiesto di dichiarare la disponibilità alla donazione dei propri organi e tessuti, dopo essere stato informato che la mancata dichiarazione di volontà è considerata quale assenso. Questa legge permetterebbe di poter esaudire probabilmente la maggior parte delle richieste di trapianto ma il principio non è ancora in vigore. In caso di mancata espressione di volontà sono i parenti più prossimi a decidere l’eventuale espianto. La dichiarazione di volontà – il cui modello può venire stampato dal sito del centro trapianti Sicilia, www.crtsicilia.it - permette che la propria decisione, favorevole o sfavorevole al trapianto, non possa essere valicata da nessun altro. Il cittadino può modificare la dichiarazione di volontà in qualsiasi momento. Sarà ritenuta valida l’ultima dichiarazione prestata.

I dati forniti dal Sit (Sistema Informativo Trapianti) descrivono come la media italiana dei donatori utilizzati sia del 20,5% nel 2012 (dati preliminari al 29 febbraio) partendo dal 5,8% del 1992 (18,4% nel 2011). In Sicilia 10,3% nel 2011 e 15,7% nel 2012. Le procedure di segnalazione, procura e selezione dei candidati sono diventate sempre più precise ed efficaci. Il Crt ha infatti redatto un manuale e a livello organizzativo ogni centro dotato di rianimazione ha un referente locale che si occupa delle procedure di selezione e espianto mentre il Crt si occupa dell’allocazione dell’organo.

In Sicilia dal 2011 i donatori sono cresciuti da 62 a 103 con una percentuale che sale dal 12,3% al 20,5% dal 2011 al 2012 mentre la media nazionale 2012 è del 24,4% a fronte del 21,9% del 2011. Molto incoraggiante il calo delle opposizioni: in Sicilia si passa dal 52,6% del 2011 al 40% del 2012 a fronte di una media azionale che dal 28,7% arriva al 24,4%. I dati effettivi rilevati fino al 14 maggio 2012 su tutti centri siciliani di donazione e prelievo mostrano come, su un totale di 72 segnalati, 39 siano stati i donatori procurati, 32 gli effettivi e 27 le opposizioni.

I numeri mostrano come la mentalità stia cambiando a favore della cultura del dono. Si dà un senso alla morte facendola rientrare nel cerchio della vita, una vita ancora più preziosa perché si è moltiplicata.
 

 
Approfondimento. Come viene accertata la morte cerebrale
 
Una paura delle paure legata alla decisione di donare è causata dalla poca informazione sulla morte cerebrale.
Per il senso comune vi è un’analogia tra lo stato vegetativo persistente e la morte encefalica ma esistono dei criteri essenziali che fondano l’assoluta distinzione tra le due condizioni.
Le principali diversità sono: nello stato vegetativo l’elettroencefalogramma non è piatto, nella morte encefalica le cellule cerebrali sono morte e l’encefalogramma risulta piatto; nello stato vegetativo persistente il paziente respira in modo autonomo, mantiene il controllo su temperatura corporea, pressione arteriosa e diuresi. Nella morte encefalica il soggetto ha perso in modo irreversibile la capacità di respirare e tutte le funzioni di controllo.
In Italia, la morte encefalica è definita dalla legge 578/1993 e prevede che la dichiarazione di morte possa essere effettuata da una commissione di 3 specialisti solo dopo un periodo di osservazione, mirato ad accertare con esami clinici e strumentali la permanenza delle condizioni di morte, della durata di almeno 6 ore (12 ore di osservazione per i bambini).
L’applicazione di questa procedura rende la diagnosi certa.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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