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All’Ars già si pensa al “dopo Lombardo”
di Raffaella Pessina

A Palazzo dei Normanni convocati anche i parlamentari nazionali. Maira, capogruppo Udc, chiede un incontro il 7 giugno

Tags: Ars, Raffaele Lombardo



PALERMO - È cominciato il pressing sul Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo per ottenere le sue dimissioni. A chiederle è una parte del Partito Democratico capitanato all’Ars da Antonello Cracolici che in una nota dichiara che “In Sicilia è arrivato il tempo di aprire una fase nuova: bisogna votare per dare forza e prospettiva al percorso di riforme avviato. Abbiamo messo all’angolo il centrodestra nella Regione - prosegue Cracolici  che era considerata il suo granaio di voti, non possiamo fermarci adesso. Per questo crediamo che anche Lombardo debba fare la sua parte: se davvero tiene al percorso che abbiamo  iniziato, faccia un passo indietro per impedire che la sua vicenda giudiziaria  logori o addirittura interrompa il progetto riformista che sta liberando la  Sicilia”. Raffaele Lombardo, dal canto suo, rinvia la data al 28 o il 29 luglio e quindi si voterà il 28 e 29 ottobre, come ha annunciato lo stesso in una  conferenza stampa indetta palazzo d'Orleans.

Anche Grande Sud ritiene inutile il rimpasto dell’esecutivo e affida il commento al proprio organo di informazione ’Grande Sud News’. “A cosa serve un rimpasto di giunta a meno di sei mesi dalle nuove elezioni – è scritto - Forse per dare una spinta ulteriore alla fase riformista? La speranza è l’ultima a morire, tuttavia tutto porta a pensare che l’unica motivazione razionale che potrebbe spingere Lombardo e la sua sgangherata maggioranza a rimodulare l’assetto del governo sia l’occupazione militare di quelle roccaforti clientelari che permettono un maggiore agio ‘elettorale’ a chi le detiene”.

Il segretario regionale del Pid e capogruppo all’Ars, Rudy Maira, chiede a tutti i parlamentari siciliani dell’opposizione e a quelli nazionali e europei del centrodestra, un incontro il 7 giugno a Palazzo dei Normanni per discutere di una candidatura alla presidenza della Regione per il dopo Lombardo. Dobbiamo essere coscienti che la Sicilia, al di là dei problemi  generali, è precipitata in una profonda crisi politica, economica, occupazionale, sociale e morale”, scrive Maira, che della situazione accusa “Lombardo ed i suoi alleati di governo”.

Intanto in commissione Bilancio si è continuato a lavorare sulle cifre per tentare di recuperare risorse atte a pagare il corpo forestale. Ai lavori hanno partecipato  Gaetano Armao, assessore regionale per l’Economia,  Elio D’ Antrassi, assessore regionale alle Risorse agricole e Biagio Bossone,  ragioniere generale della Regione siciliana. Accertate le reali economie  disponibili per l’avvio delle giornate lavorative dell’intero corpo forestale  (18.691 unità) e delle 7.300 unità dell’antincendio, che ammontano a 121,6  milioni di euro - afferma Riccardo Savona, presidente della commissione–  “Parte di queste risorse sono riscontrabili dalla rimodulazione del PSR 2012,  per 49 milioni di euro, e da economie sempre del PRS 2011, per 13,8 milioni di euro. A questi si aggiungono fondi residui regionali non spesi nel 2011,  attraverso i quali si garantiscono le retribuzioni delle diverse fasce degli  operai della forestazione”. Intanto in questo fine settimana nei ballottaggi sono coinvolti direttamente due deputati regionali: Roberto Ammatuna del Pd, candidato a sindaco di Pozzallo, sostenuto da 4 liste (Pd e 3 civiche), che ha  ottenuto 3.631 voti, pari al 36,60% e a Marsala, Giulia Adamo  dell’Unione di Centro  sostenuta anche da Mps, Pd e 3 civiche) con 18.065 voti pari al 46,15%.

Articolo pubblicato il 19 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Rudy Maira
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