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Prevenzione e tutela dellÂ’ambiente
di Giuliana Mazzola

Forum con Pietro Tolomeo, dirigente generale dipartimento Foreste dell’assessorato Agricoltura Regione siciliana

Tags: Pietro Tolomeo



Quanti sono i dipendenti del corpo forestale? Ci sono delle carenze nell’organico?
“Devo dire che da quando ho assunto la dirigenza del dipartimento, ho dovuto far fronte a numerosi problemi. Il corpo forestale si deve totalmente ristrutturare e bisogna inoltre far fronte ad una carenza d’organico di circa 790 agenti. Avendo poi la maggior parte dei precari superato l’età di 45 anni, è piuttosto difficile  assumere nuovi agenti di polizia. Non possiamo in pratica creare un bando per i precari, ma dovremmo creare un concorso per agenti di polizia che non superino i 32 anni. Possiamo però contare su 7004 contrattisti per le operazioni stagionali antincendio pagati dal mio dipartimento. Questi lavoratori, che rischiano la vita, sono indispensabili per il nostro corpo perché di fatto vengono impiegati nello spegnimento degli incendi. Non li possiamo definire precari, dato che sono centocinquantunisti che per legge godono di determinate garanzie.”

Come si struttura il corpo forestale e quali sono le sue principali funzioni?
“Il dipartimento regionale svolge le funzioni assegnate dalla legge alla Direzione regionale delle Foreste ed al Corpo forestale regionale. Ha competenza in materia di vigilanza forestale, ambientale e faunistico-venatoria, oltre a svolgere le consuete attività riguardanti l’antincendio e l’approvvigionamento delle strutture e dei mezzi occorrenti all’attività istituzionale del corpo. I miei sottoufficiali dirigono le attività di protezione, di prevenzione e di spegnimento. Comandano in pratica le varie squadre antincendio, ciascuna delle quali ha un suo caposquadra.”

Gli anni scorsi hanno registrato incendi devastanti, a quali problemi avete dovuto far fronte quest’anno?
“Devo dire che è stata un’annata eccezionale, merito forse anche della buona sorte. Gli incendi del 2007 e del 2008 hanno distrutto gran parte del patrimonio boschivo. Quest’anno abbiamo fatto un’attività di prevenzione mostruosa, grazie alle nostre 18 squadre e all’elicottero di polizia giudiziaria. I pochissimi focolai che abbiamo individuato, sono stati tempestivamente domati dalle unità del nostro corpo. Vorrei sottolineare che il miglior alleato degli incendi è il vento e non l’elevata temperatura stagionale come erroneamente si crede. C’è stato soltanto un grande incendio che ha reso particolarmente difficili le nostre operazioni di spegnimento, perché aveva colpito una zona che era difficilmente accessibile, sia per i nostri mezzi che per i nostri uomini. Abbiamo dovuto fare circa 140 lanci di acqua e di schiuma per poterlo domare. Purtroppo quando dobbiamo intervenire su delle zone che non sono facilmente raggiungibili, il nostro intervento è piuttosto limitato. Se invece le aree colpite si possono raggiungere con grande facilità, otteniamo dei risultati eccezionali in tempi brevi.”

Il vostro corpo su quali zone del territorio ha competenza?
“La nostra competenza specifica è delimitata alle zone protette. Operiamo quindi su circa il 50 per cento del territorio. Interveniamo nei parchi, nelle riserve e in tutte le zone facenti parte del demanio forestale. Di fatto però, operiamo sul 100 per cento del territorio. Per fare un esempio, se un incendio parte ad un chilometro di distanza dalle zone di nostra competenza, interveniamo insieme ai vigili del fuoco che hanno il compito di preservare l’incolumità dei cittadini che risiedono nelle vicinanze. A tal proposito vorrei sottolineare che con i vigili c’è un ottimo rapporto di collaborazione.”

Gli strumenti a vostra disposizione sono sufficienti a garantire il vostro operato, o ci sono delle carenze in questo senso?
“Devo dire che siamo ben attrezzati. Abbiamo 9 elicotteri per l’antincendio in affitto. Il contratto terminerà tra un anno. Tuttavia quelli che abbiamo in dotazione oltre i 20 nodi non si possono sollevare e la pressione delle pale, se l’elicottero si trova a bassa quota, non fa altro che incrementare l’incendio.”
 

 
 
Esiste un piano industriale dei servizi per stabilire il carico del lavoro?
“Abbiamo numerosi obiettivi, che saranno presto trasformati in piani d’azione, oltre all’annuale progetto di sensibilizzazione nelle scuole. Generalmente si parte dai servizi che si devono garantire agli utenti e si scindono poi le figure professionali che servono per raggiungere gli obiettivi strategici previsti dalla Regione. Ciascun dipartimento in merito ha creato una lista delle figure specializzate e l’ha inviata alla Presidenza. Devo dire che in relazione alla Regione esiste una disinformazione incredibile. I media parlano di cifre che non esistono riguardo il numero dei dipendenti. Le competenze che da noi appartengono alla Regione, nelle altre regioni d’Italia sono statali. è per tanto inutile fare un paragone con le piante organiche delle altre regioni perché da noi alcuni dipartimenti fanno fatica, vista la carenza di personale, a svolgere tutte le competenze che gli sono state assegnate”.

L’efficienza dell’organizzazione si basa sui nuovi sistemi informatici che devono eliminare le carte. Vi siete adeguati in merito?
“Da questo punto di vista siamo ben organizzati. Sto cercando inoltre di portare avanti il progetto Dss per istituire una banca dati online. Vorrei comunque sottolineare che non sempre l’eliminazione del cartaceo corrisponde ad un risparmio di tempo. A tal proposito c’è un’interessante ricerca spagnola che ha dimostrato che l’informatizzazione di alcune procedure, ha comportato una perdita di tempo del 15 per cento, per non parlare delle interferenze degli hacker. Non si può fare tutto mediante un programma, occorre sempre avere una documentazione cartacea di fronte”.

 

Articolo pubblicato il 29 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Pietro Tolomeo, dirigente generale dipartimento Foreste dell’assessorato Agricoltura Regione siciliana
Pietro Tolomeo, dirigente generale dipartimento Foreste dell’assessorato Agricoltura Regione siciliana