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Catania - Palazzo Bernini, dal 1998 in attesa di uno scopo
di Melania Tanteri

I consiglieri di circoscrizione hanno lanciato l’allarme sul piano della sicurezza e su quello sociale. Sono una quarantina le famiglie rom che occupano abusivamente Palazzo Bernini

Tags: Catania, Palazzo Bernini



CATANIA - Dopo più di dieci anni ha finalmente trovato uno scopo. Stiamo parlando del complesso di via Bernini, 2.500 metri quadrati costati otto miliardi delle vecchie lire alla fine degli anni Novanta e mai utilizzati né per lo scopo per il quale l’allora sindaco Enzo Bianco aveva comprato l’edificio accendendo un oneroso mutuo (lì si pensava di ospitare numerosi uffici comunali per risparmiare sugli affitti pagati dal Comune), né per altri proposti.

Oggi, che è nella lista degli immobili comunali in vendita, dopo essere state rifugio di spacciatori e tossicodipendenti e più volte murato dall’amministrazione comunale per evitare che fosse occupate, Palazzo Bernini (come è stato ribattezzato forse per fare il paio con il ben più noto Palazzo di Cemento di Librino) è diventato l’alloggio per alcune famiglie rom che ne hanno occupato le stanze trasformandole in vere e proprie abitazioni di fortuna.

Una situazione inaccettabile per il Consiglio della seconda Municipalità che, nei giorni scorsi, ha effettuato una seduta itinerante per chiedere l’intervento dell’amministrazione sotto due punti di vista, quello della sicurezza e del decoro e quello umano. “Non si può accettare – ha affermato Alessandro Condorelli, presidente della Circoscrizione - che, in pieno centro città, vi sia una tale sacca di illegalità che costituisce un pericolo per tutti. Così come non è accettabile che decine di persone, soprattutto i bambini, vivano in queste condizioni disperate, tra i rifiuti e il degrado”.

Una quarantina le famiglie che hanno deciso di vivere a Palazzo Bernini, in condizioni molto differenti da quelle delle baracche di corso dei Martiri o del campo di Zia Lisa. Hanno letti e coperte, l’acqua la prendono alla fontana con i bidoni e la luce, allacciata abusivamente, la pagano a un extracomunitario, dicono, che ogni settimana chiede 20 euro a ogni nucleo familiare.
Ma è la situazione dei minori a preoccupare di più: i bambini piccoli, a volte piccolissimi, sono tanti e giocano in condizioni davvero pericolose, a piedi scalzi tra i vetri e i rifiuti. E il presidio leggero? Il servizio di Comune e Caritas per aiutare, senza traumi, queste persone?

“A Palazzo Bernini e al campo Turati, in viale Kennedy – ha spiegato padre Valeri di Trapani, direttore della Caritas diocesana – abbiamo deciso di non intervenire perché vi è illegalità diffusa che non ci permette di operare. Inoltre, in via Bernini l’occupazione è discontinua e non si può avviare un percorso”.
E cosa fa l’amministrazione comunale? Niente, almeno per il momento: “Bisogna attendere l’esito dell’asta per poter agire” ha affermato l’assessore alle Politiche sociali, Carlo Pennisi.
 

 
La storia. Già due gare sono andate deserte
 
CATANIA - Quella di Palazzo Bernini è una vicenda senza dubbio emblematica. Acquistato nel 1998 durante l’ultima sindacatura Bianco per 8 miliardi di lire, sarebbe dovuto diventare prima un ufficio tecnico del comune, poi sede di alcuni assessorati decentrati e, infine, a cambio della guardia già avvenuto a Palazzo degli Elefanti, sarebbe stato destinato a ospitare il Cnr. Oggi, quando le condizioni in cui si trova l’intero edificio sono semplicemente raccapriccianti, l’amministrazione etnea ha deciso di metterlo in vendita. Al momento, però, nessuno sembra voler investire in questo complesso: la gara è infatti andata deserta per ben due volte mentre l’esito dell’ultima ancora non si sa.
In città, comunque, sono in molti a parlare della vendita come di una “sconfitta” per Catania, e a sottolineare come, con i milioni di fitti passivi pagati ogni anno dal Comune, si sarebbe potuto ristrutturare e occupare l’immobile, senza ulteriori sprechi di denaro pubblico.

Articolo pubblicato il 26 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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