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Esami, solo la conclusione di un percorso
di Rita Rinaldi

Il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Guido Di Stefano, traccia un bilancio dei risultati degli esami conclusi. Aumenta il numero dei bocciati, ma sarebbe stupido guardare solo al test finale per spiegarne i motivi

Tags: Scuola, Esami



PALERMO - Annata scolastica funesta quella che si è appena conclusa: aumenta il numero di bocciati nelle scuole medie inferiori e superiori, molti dei quali a causa del 5 in condotta.
I dati sono stati diffusi dal Ministero della Pubblica Istruzione e le cifre si riferiscono anche al numero di alunni che non ha superato l’esame di maturità. Proprio per ciò che concerne questi ultimi, i bocciati sono stati circa 3000 in più rispetto a quelli dell’anno passato. Se nel 2008, infatti, la percentuale si attestava intorno al 2,5%, ovvero 12.000 bocciati, quest’anno sale al 3,1%, corrispondente a circa 15000 alunni che non sono riusciti a superare gli esami. In merito, il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, Guido Di Stefano, ha dichiarato: “Da quest’anno, certamente, l’avere aumentato i crediti da 20 a 25 punti e diminuito il punteggio della prova orale da 35 a 30, ha livellato verso il basso le votazioni finali, dal momento che spesso un buona prova orale permetteva di conseguire almeno un terzo del voto finale. Riguardo al voto di condotta per le scuole superiori, l’avere consentito che facesse media insieme alle altre discipline, ha permesso, in alcuni contesti, di favorire l’ammissione di molti candidati”.

In crescita anche il numero degli studenti, in particolare quelli delle scuole superiori, che sono stati sospesi e, dunque, dovranno recuperare a settembre le insufficienze, prima di essere ammessi al prossimo anno scolastico. Si tratta di circa 30.000 studenti in più dell’anno scorso.
Alle medie si apprende che si tratterebbe di circa 12 mila studenti non ammessi in più rispetto al 2008, di cui 3000 bocciati a causa dell’insufficiente voto di condotta.

Anche nelle classi di terza media il numero degli alunni che non sono stati ammessi all’esame è risultato il aumento, passando dal 2,1% dello scorso anni al 4.4% di quello corrente.
Tra le varie tipologie di indirizzi scolastici, la “maglia nera” va a quelli professionali, dove il numero dei bocciati è stato pari al 23%; in coda gli istituti tecnici (16,3%) e l’istruzione artistica (16%). Nello specifico, negli istituti tecnici si è registrato, altresì, il più alto numero di studenti sospesi (31,6%), seguiti dagli istituti artistici (31,1%) e da quello professionali (30,8%). Secondo i dati diffusi dal MIUR, inoltre, nella scuola superiore circa 6.500 studenti sono stati bocciati per l’insufficienza in condotta; di questi, circa la metà sono studenti degli Istituti professionali.

Meglio, invece, gli alunni dei licei classici (con un 4,8% di non ammessi), dei licei scientifici (6,6%) e dei licei linguistici (5,1%). A recuperare le insufficienze a settembre saranno, per il liceo classico, il 22% degli studenti, per lo scientifico il 25,4% e per il linguistico il 24,7%.
Infine, ancora una volta nella classifica dei “migliori” i tre tipi di liceo di cui sopra: per quanto riguarda il 5 in condotta, tra liceo classico, scientifico e linguistico, solo lo 0,1% degli studenti ne è stato penalizzato.
 

 
Il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sicilia, Guido Di Stefano, alla luce dei dati diffusi dal Ministero della Pubblica Istruzione, Università e Ricerca ha aggiunto: “Se è vero che gli effetti del voto di condotta nelle scuole secondarie di primo grado, sono da iscriversi alla normazione dell’attuale Ministro, le modifiche all’esame di Stato della scuola secondaria superiore, risalgono al precedente governo; anzi si può dire che quest’anno si è portato a compimento una stretta, dopo che sino al 2006, l’ammissione era garantita a tutti e le commissioni erano formate dai docenti interni alle scuole stesse”. Ma il direttore generale dell’USR Sicilia va ancor più a fondo nella lettura di questi dati, evidenziandone l’importanza e la necessità di approfondire e di non trascurare i problemi legati all’apprendimento in aula, avendo, dunque, un occhio di riguardo alla “prevenzione”: “Rimane il fatto che puntare tutta l’attenzione, anche normativa, sugli esami finali, distoglie dai problemi di apprendimento che, via via, emergono durante il percorso scolastico e sui quali occorre veramente incidere per prevenire gli esiti infausti di cui leggiamo in questi giorni. In questo senso l’O.M. 92/2007,  quella che ha rivisto tutto il sistema dei debiti nelle scuole superiori, è stata una prima risposta anche se alquanto dispendiosa per il sistema scolastico nel suo complesso”.

Articolo pubblicato il 29 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Guido Di Stefano, direttore dell’Ufficio scolastico regionale
Guido Di Stefano, direttore dell’Ufficio scolastico regionale