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Quotidiano di Sicilia

“Pd da commissariare” per i giovani del partito
di Raffaella Pessina

Pid e Pdl accusano il capogruppo dei democratici all’Ars di “trasformismo”. La spaccatura interna al clou nell’assemblea regionale

Tags: Ars, Pd, Antonello Cracolici, Raffaele Lombardo



PALERMO - Ieri pomeriggio è ripresa l’attività a Palazzo dei Normanni nel corso della quale sono intervenuti i deputati Panepinto ed Ammatuna del Pd sulla legge di ripubblicizzazione delle acque in Sicilia chiedendo una rapida approvazione del documento. Nella mattinata si era svolta sotto le finestre del palazzo del Parlamento una manifestazione regionale per chiedere l’approvazione di questa legge.

Per la cronaca il testo di legge di ripubblicizzazione presentato per iniziativa di 135 Consigli comunali e una Provincia, e per iniziativa Popolare attraverso le firme dei cittadini, è rimasto quasi due anni all’esame della  sottocommissione Ars Ambiente e territorio. La commissione Servizi sociali e sanitari dell’Ars ha approvato all’unanimità un emendamento a firma dei deputati del Pdl Vinciullo e Falcone, per il ripristino dei 6 milioni di euro destinati all’esenzione ticket per i meno abbienti, e in precedenza tagliati dalla legge Finanziaria. Intervenuto anche Francesco Scoma che ha chiesto al presidente dell’Ars Cascio di convocare in Aula il presidente della Regione Lombardo per riferire sulla sua Giunta, visto che ieri è arivata la  notizia delle dimissioni dell’assessore all’energia Giosuè Marino.

Intanto è burrasca in casa Pd, dopo l’esito dell’Assemblea regionale del partito. I giovani del Pd di Palermo hanno chiesto ufficialmente attraverso la raccolta di firme, il commissariamento del partito siciliano. In una nota dichiarano che è “stato mortificato il dibattito ed azzerata ogni possibilità di partecipazione democratica e il commissariamento dovrebbe avere come obiettivo quello di arrivare nel minor tempo possibile verso una nuova fase congressuale”.
 
Intanto  il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo, alla luce dei dubbi espressi nei giorni scorsi sulla veridicità delle sue intenzioni di dimettersi, ha voluto ribadire che le dimissioni avverranno alla fine del mese di luglio. Ha quindi confermato che si tornerà alle urne alla fine di ottobre 2012. Lombardo ha anche ribadito, che non intende ricandidarsi alla presidenza della Regione. “Le mie dimissioni – ha detto Lombardo -  sono state decise per una  scelta politica e non giudiziaria”. Soddisfatto il Fli, che con il suo vice coordinatore Fabio Granata dicihiara di voler archiviare “definitivamente il vecchio e compromesso centrodestra isolano e consentire alla Sicilia della legalità, dell’identità culturale, della difesa del territorio, dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile di creare un’ alleanza che diventi laboratorio politico nazionale”.

Proseguono anche le reazioni alla nomina dei due nuovi assessori regionali e alle prese di posizione del Pd nei  confronti del vecchio alleato Lombardo. In un comunicato congiunto i capigruppo all’Ars del Pdl, Leontini, e del Pid, Maira, e altri deputati stigmatizzano i comportamenti del Capogruppo del Pd Antonello Cracolici che lamentava che la fisionomia del Governo da tecnico diventa politico. “Cracolici - è scritto nella nota - minaccia mozioni di sfiducia. Il trasformismo di Cracolici non ha limiti”. “Alcuni mesi fa -aggiungono- era lo stesso capogruppo del Pd a dichiarare esaurita la fase del governo tecnico, reclamando un governo politico. Oggi, col Pd a pezzi, Cracolici, imputato di essere il principale responsabile della crisi del suo partito e del fallimento anticipato del ribaltonismo, suo personale cavallo di battaglia, cerca una lavatrice dei suoi peccati. Ma con la mozione di sfiducia raggiunge il ridicolo”.

Per la cronaca l’opposizione alcuni mesi fa aveva già presentato una mozione di sfiducia che non è stata discussa per consentire lo svolgimento della sessione finanziaria, tra l’altro ancora non chiusa. Immediata la replica di Cracolici che afferma come i capigruppo dell’opposizione sono incattiviti per il fatto di essere stati “esclusi dalle stanze del potere”. “La loro battaglia politico-parlamentare - ha concluso Cracolici - si è caratterizzata per una  inconcludente isteria, adesso si illudono di poter far rinascere il passato  magari sotto mentite spoglie: ma il loro tempo, per fortuna della Sicilia, e’ finito”.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonello Cracolici
Antonello Cracolici