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Fonti energetiche rinnovabili, impennata degli impianti industriali installati nellÂ’Isola
di Rosario Battiato

I risultati di un monitoraggio del dipartimento regionale all’Energia: nel 2005 autorizzato 1 soltanto, 164 nel 2011. Numero di autorizzazioni: domina Agrigento, Messina ultima. Trionfa il fotovoltaico (87% di richieste)

Tags: Energia, Fonti Rinnovabili



PALERMO – Il dipartimento Energia della Regione siciliana ha pubblicato la scorsa settimana i risultati che riguardano le statistiche sugli impianti industriali alimentati da fonti energetiche rinnovabili autorizzate ex art.12 – d.lgs 387/03. Si tratta del monitoraggio Pears (Piano energetico e ambientale della Regione siciliana) fissato al 31 dicembre del 2011. Il numero continua ad essere in crescita, aumento di dieci unità, sebbene ci sia una lieve flessione della potenza installata.

Negli ultimi sei anni la crescita è stata impressionante. Si è passati dall’avere un solo impianto autorizzato nel 2005, ad arrivare a quota 164 l’anno scorso. Cresciuta esponenzialmente anche la potenza installata in un anno che è passata dal dato di 5,475 MW del 2005 a quota 389,76 del 2011.

In totale si tratta di 478 autorizzazioni complessive per 2075,90 MW che sono distribuite nelle nove province isolane, dove domina Agrigento con 97 impianti, seguita sul podio da Siracusa, 68 impianti, e Palermo a quota 66. Ultima piazza per Messina dove complessivamente negli ultimi sei anni sono stati emessi 13 decreti autorizzativi.

La distribuzione percentuale degli impianti autorizzati vede pertanto il 20% delle autorizzazioni all’interno del perimetro della provincia agrigentina. Fa da contraltare Messina a quota 3%. Per il comprensorio agrigentino si abbassa lievemente la quota percentuale sul fronte della potenza installata che è pari al 18%, seguita da Trapani al 16% e Palermo al 15%. 

Andando nel dettaglio della distribuzione percentuale dei settori rinnovabili, secondo il quadro complessivo di sintesi degli impianti autorizzati in Sicilia, trionfa il fotovoltaico sul fronte delle autorizzazioni giunte all’87,03% e della potenza complessiva pari al 43,99%. Resta sempre in prima linea il fronte eolico che a fronte del 4,81% di autorizzazioni mantiene il 46,32% della potenza installata. Resta pochissimo per le altri fonti come le biomasse (4,60% delle autorizzazioni e 8,15% della potenza installata) o il solare termodinamico (0,21% per le autorizzazioni e lo 0,29% della potenza installata).

Il trend della potenza installata ha avuto il suo culmine nel periodo d’oro dell’eolico, proprio nell’era Cuffaro, quando nel 2006 vennero autorizzati 434,2 MW di potenza. Da allora si è avuto un brusco calo tra il 2008 e il 2009, rispettivamente 212,5 e 236,9 MW installati, per poi fare un nuovo balzo tra il 2010 e il 2011 che ha chiuso a quota 389,8 MW.

Proprio l’andamento della potenza eolica installata determina le due fasi politiche della recente storia siciliana. Nel 2006 l’eolico ha costituito 403,6 MW su 434,2 MW di potenza complessiva installata. Un dato che si è progressivamente abbassato passando a 331 MW nel 2007 (potenza cumulata a 734,6 MW), a 184,5 nel 2008 e a 42,5 nel 2009. Negli ultimi due anni, a fronte di una grande espansione del fotovoltaico, non ci sono state altre autorizzazioni sul fronte eolico, che resta comunque la fonte siciliana con la maggiore potenza installata. Completamente inversa, invece, l’azione del fotovoltaico che può vantare una potenza cumulativa che si è principalmente costruita tra il 2009 e il 2011, passando da 135,7 MW a 377 MW sia per il 2010 che per l’anno scorso.
 


L’analisi. Risparmiata l’emissione di 4,37 mln t. di Co2
 
PALERMO – Produrre energia da fonte rinnovabile aiuta l’economia e l’ambiente. I dati in merito alle emissioni di anidride carbonica risparmiate sono stati diffusi dal dipartimento energia della Regione siciliana e pubblicati nel dossier “Statistiche sugli impianti industriali alimentati da fonti rinnovabili autorizzati ex art. 12 – d.lgs. 387/03” che rientra nel monitoraggio del Pears con aggiornamento al 31 dicembre del 2011. Il dato più alto in termini di riduzione è stato realizzato dal settore eolico che ha fatto registrare 1,73 milioni di tonnellate di Co2 risparmiate all’anno. Sul podio anche le biomasse e la cogenerazione che assieme totalizzano 1,35 milioni di tonnellate di anidride carboniche e il fotovoltaico a quota 1,28 milioni di tonnellate. Poca l’incidenza degli ibridi, a quota 0,004 milioni di tonnellate, e del solare termodinamico a quota 0,01 milioni. Complessivamente i settori rinnovabili isolani contribuiscono all’abbattimento di 4,37 milioni di tonnellate di Co2 all’anno. Ancora non è abbastanza per essere in linea con gli obiettivi europei, ma su questi dati bisogna insistere.

Articolo pubblicato il 31 maggio 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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