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Quotidiano di Sicilia

Un movimento di idee che va oltre i partiti
di Grazia Ippolito

Forum con Federico Vecchioni, coordinatore nazionale Italia Futura

Tags: Federico Vecchioni, Italia Futura



Quando nasce Italia Futura e come si caratterizza?
Italia Futura nasce nel 2009 per volontà del presidente Montezemolo: è stata concepita e si è caratterizzata, in questi anni, sia come laboratorio di idee che come proposta culturale e politica. Ha portato avanti una serie di proposte riguardanti il fisco, la mobilità sociale, la cultura, la scuola e altri ambiti di grande interesse in termini di riforme per il nostro Paese. A partire dalla fine del 2011 Montezemolo ha ritenuto che fosse importante portare l’esperienza di Italia Futura anche a livello territoriale, attraverso una presenza locale diffusa e capillare, in grado di intercettare il parere e la volontà dei cittadini. Il presidente mi ha chiesto di coordinare questo processo di radicamento territoriale, allo scopo di portare avanti progetti e contenuti in grado di venire incontro alle esigenze delle persone, grazie anche a una mappatura dettagliata di quelli che sono i principali problemi irrisolti del nostro Paese”.

In che modo avete avviato questo processo di radicamento territoriale?
“Abbiano iniziato a presentare Italia Futura lì dove non c’era ancora una presenza territoriale organizzata. Oggi quasi 50 mila aderenti sono attivi attraverso il sito internet. Abbiamo però voluto far sì che la logica di selezione delle idee e di coinvolgimento delle persone venisse affiancata da una presenza fisica nei Comuni e nelle Regioni d’Italia. Italia Futura è oggi presente in oltre 13 Regioni, è presente con Coordinamenti Regioni in Lazio e Lombardia. è in corso di costituzione il coordinamento e la federazione regionale della Sicilia. Entro il 30 giugno di quest’anno Italia Futura avrà, per così dire, terminato questa sua presenza territoriale con la costituzione fisica dei gruppi regionali e comunali. Dove nasce la delegazione regionale, vengono immediatamente create le delegazioni comunali”.

Il radicamento sul territorio è un modo per aggregare la società civile intorno alla proposta culturale e politica di Italia Futura?
“Certamente sì. Il radicamento è figlio della capacità di aggregare una società civile, che vede in Italia Futura un’ottima opportunità per discutere e promuovere iniziative e progetti per la crescita del Paese. La logica è quella di affrontare le problematiche con grande concretezza, quindi con la volontà di apportare soluzioni, senza fare disquisizioni fuori dalla realtà con dibattiti o seminari fini a se stessi. Italia Futura è espressione di una fetta di cittadini motivati e convinti che questa iniziativa possa essere uno strumento utile per rappresentare le loro istanze. Molti cittadini hanno deciso di aderire al progetto spontaneamente. A questo spontaneismo noi abbiamo affiancato la capacità organizzativa, creando sul territorio strutture agili, non burocratiche e non tecnocratiche, ma in grado di rappresentare un concreto punto di riferimento per i cittadini”.

Quali categorie di cittadini, in particolare, avete cercato di coinvolgere?
“La nostra volontà è quella di stimolare una partecipazione diffusa, coinvolgendo tutti i ceti, tutte le categorie di cittadini e tutte le espressioni professionali: Italia Futura ha più volte ribadito la propria capacità di essere un movimento popolare. Ha sicuramente un’importante componente imprenditoriale, che si è naturalmente avvicinata a Italia Futura perché ne condivide gli obiettivi: ridimensionare il perimetro dello Stato, alleggerire la macchina burocratica, ridefinire il rapporto tra cittadini e Stato e il rapporto tra cittadini e partiti, superare tutta una serie di criticità profonde che in questi anni hanno contribuito ad allontanare i cittadini dalla politica”.

In cosa Italia Futura di distingue dagli attuali partiti?
“Italia Futura è una proposta politica che si colloca totalmente al di fuori dai partiti esistenti.  Non è un partito. è un movimento di persone che ritiene possibile una sua presenza politica nel Paese a partire dal 2013. Italia Futura è un movimento spontaneo di cittadini che non si riconoscono né nell’estremismo, né nella demagogia: cittadini convinti che questo Paese abbia perso l’occasione della rivoluzione liberale, per la mancata capacità della classe politica di portare avanti una reale spinta riformatrice”.
 
Quali sono i temi principali sui quali Italia Futura porta avanti la propria riflessione?
“Riteniamo che il debito pubblico sia un grave problema, ma che possa essere risolto attraverso delle iniziative, tra cui la dismissione del patrimonio pubblico. Riteniamo che le tasse attualmente pagate da cittadini e imprese siano un fardello insostenibile, che contribuisce notevolmente a ostacolare la crescita del Paese. Riteniamo che la nuova classe dirigente debba essere costituita da una componente anagraficamente più giovane, e da una componente che si caratterizzi per quella profonda competenza che deriva dall’esperienza  consolidata. Il lavoro che Italia Futura porta avanti può essere sintetizzato dallo slogan idee, persone, progetti per il Paese”.

In che modo vi confrontate con le istituzioni nazionali per esprimere il vostro punto di vista?
“Molti parlamentari, che oggi siedono al di fuori dei tradizionali schieramenti di destra e di sinistra, hanno già fatto proprie le nostre iniziative e, scegliendo posizioni fuori dagli schemi, se ne fanno portatori in Parlamento. Il confronto con l’Esecutivo avviene attraverso proposte concrete, che Italia Futura avanza ai ministri. I punti fondamentali del nostro movimento sono descritti dal progetto che abbiamo denominato “Cantiere Italia 2013”: un percorso che intendiamo condividere con le altre forze politiche, affinché contribuisca a rilanciare il nostro Paese dopo la fase transitoria dell’attuale governo tecnico”.
 


Ridurre la spesa pubblica limando i costi della politica

Quali sono i principali obbiettivi delineati da “Cantiere Italia 2013”?
“Uno dei temi che più ci sta a cuore è la politica fiscale. Italia Futura è stata la prima organizzazione a sottolineare la necessità di destinare tutto ciò che si recupera dalla lotta all’evasione fiscale all’abbattimento delle tasse su cittadini e imprese. Accanto a questo, è fondamentale ridurre la spesa pubblica in modo da contenere un disavanzo ormai insostenibile: tra le diverse iniziative per risanare le casse dello stato, proponiamo la dismissione del patrimonio. Controllo della spesa pubblica significa anche ridefinizione del perimetro dello Stato, attraverso il ridimensionamento della burocrazia e il taglio dei costi della politica. Italia Futura propone la soppressione delle Provincie (coerentemente con questa linea, la nostra attività di radicamento sul territorio coinvolge le Regioni e i Comuni, ma esclude le Provincie). Propone una ridefinizione delle competenze degli enti pubblici e un ripensamento del federalismo regionale, in modo che quest’ultimo sia realmente funzionale alla semplificazione burocratica e alla razionalizzazione delle risorse”.

Quali sono gli altri temi al centro del vostro dibattito?
“Politiche del lavoro, quindi riforma degli attuali meccanismi che regolano ingresso e uscita dal mercato del lavoro, e giustizia civile. La giustizia civile non può continuare a esporre cittadini e imprese a tempi d’attesa lunghissimi, compromettendone la qualità della vita. Punto fondamentale del programma di Italia Futura è il rafforzamento dei processi democratici, attraverso la ridefinizione e il profondo rinnovamento del rapporto tra politica e cittadini”.
 

 
Il nostro movimento gestito in totale autofinanziamento

Nell’eventualità di una discesa in campo in occasione delle prossime elezioni politiche, Italia Futura pensa di intercettare quel 50% di attuali astensionisti?
“Nell’eventualità di una partecipazione diretta alle prossime elezioni politiche, Italia Futura cercherà di intercettare, tra i propri sostenitori, un gruppo dirigente potenzialmente in grado di guidare il Paese. Le modalità con cui questo gruppo dirigente dovrà raccogliere consensi dipenderà dalla legge elettorale con la quale si andrà a votare. Noi siamo sostenitori di una legge elettorale che permetta ai cittadini di scegliere i futuri parlamentari”.

Attraverso quali risorse il movimento porta avanti le proprie iniziative?
“Italia Futura è un movimento avviato in totale autofinanziamento. Si regge esclusivamente sui contributi dei sostenitori. Questo dimostra come la politica, intesa nel senso più alto e nobile del termine, può essere frutto del volontariato e dell’adesione spontanea di persone che si riconoscono in un progetto. Il 50% di astensioni che ha caratterizzato le recente elezioni amministrative dimostra come, oggi più che mai, sia necessaria per il Paese una valida alternativa in termini di offerta politica. Il nostro movimento è tutt’altro che anti-politico: riteniamo che i partiti tradizionali abbiano fallito, ma che in Italia ci sia bisogno di un rilancio della politica”.
 


Curriculum Federico Vecchioni
 
Federico Vecchioni, nato a Padova, è stato il più giovane presidente nazionale di Confagricoltura dal 2004 al 2011, e della Camera di commercio di Grosseto dal 2002 al 2009. è presidente di Agriventure, società prodotto per l'agribusiness di Intesa Sanpaolo e della società Terrae Spa, operante nel settore delle energie da fonti rinnovabili. è vice presidente e accademico ordinario dell'Accademia dei Georgofili di Firenze, la più antica istituzione di studi di agronomia italiana. è coordinatore nazionale di Italia Futura.

Articolo pubblicato il 01 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Federico Vecchioni, coordinatore nazionale Italia Futura
Federico Vecchioni, coordinatore nazionale Italia Futura