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Quotidiano di Sicilia

Sfiducia a Lombardo: con Pd e Udc 62 voti
di Raffaella Pessina

Firmata il 9 febbraio 2012 da Pdl, Pid e Grande Sud ma mai votata in Aula. Se si aggiungessero i 2 gruppi sarebbero, infatti, 35 sì in più

Tags: Ars, Raffaele Lombardo, Sfiducia



PALERMO - Il panorama della politica siciliana comincia da uno scacchiere dove i pezzi si muovono senza una strategia. Se da un lato il governatore, dopo avere affermato che si dimetterà alla fine del mese di luglio e continua tranquillamente nella sua attività politica, dall’altro i partiti presenti all’Ars sono in subbuglio, sia quelli di maggioranza che di opposizione. All’interno di ciascun partito, dal momento in cui si è ventilato lo  scioglimento anticipato del parlamento regionale, si sono create correnti e fazioni che hanno portato alla frammentazione degli stessi.

Ma procediamo con ordine: il 9 febbraio scorso Pdl, Pid e Grande Sud hanno firmato una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Regione Raffaele Lombardo, mozione che ancora non è stata discussa in Aula perchè in pratica la sessione  di bilancio non si è ancora conclusa, a causa dei documenti finanziari approvati, ma impugnati dal Commissario dello Stato.

Oggi si va ad aggiungere a  questa mozione la possibilità che anche il Partito Democratico, insieme con l’Udc, possano presentare un’altra mozione di sfiducia, sempre nei confronti di Lombardo. Calcolando i tempi tecnici, se l’intenzione dovesse concretizzarsi, già la prossima settimana si potrebbe discutere tale mozione in Aula. In  un’eventuale votazione si sommerebbero i voti del Pd e dell’Udc che insieme contano 35 deputati a quelli dell’opposizione, che non perderebbe questa occasione: 18 del Pdl (il presidente dell’Ars non voterebbe), 4 del Pid e  forse i 5 di Grande Sud, per arrivare ad un totale di 62 parlamentari su 90. Una forte maggioranza. Ma cosa cambierebbe a livello di tempistica? Poco o  nulla perchè a conti fatti l’Ars si scioglierebbe solo un mese prima di quanto  stabilito dal Governatore con il risultato di andare ad elezioni nel mese di settembre piuttosto che in quello di ottobre e con il rischio di non trovare seguaci in campagna elettorale a causa delle ferie del mese di agosto. 

In più  i grandi partiti (Pd e Pdl) si trovano ancora a fare i conti con i poco  soddisfacenti risultati delle votazioni per i sindaci siciliani, dove sono state privilegiate più le liste civiche e le persone piuttosto che i partiti. Sul tema delle elezioni regionali si registra una dichiarazione di Marco  Falcone del Pdl, che in una nota apprezza l’idea di Silvio Berlusconi di candidare alle regionali tutti i leader nazionali di partito. La chiusura  anticipata di un mese porterebbe un vantaggio però per i parlamentari: probabilmente, votando per il rinnovo dell’Ars a settembre, non farebbe a tempo a passare la legge sulla riduzione da 90 a 70 il numero dei parlamentari, che si andrebbe ad applicare addirittura alla 17ma legislatura. Intanto questo  pomeriggio a Sala D’Ercole si cercherà di portare avanti il disegno di legge sul finanziamento delle leggi di spesa (n. 900). Con buona speranza che una volta approvato il documento non venga impugnato dal Commissario dello Stato.

Articolo pubblicato il 05 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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