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Caro benzina, l’Antitrust rilancia l’idea dell’osservatorio dei prezzi
di Giuliana Gambuzza

Richiesta l’attuazione della L. 99/2009 sulla creazione di una banca dati

Tags: Carburante, Prezzi, Benzina, Antitrust



CATANIA - Il presidente dell’Antitrust torna sull’argomento caro benzina. Dopo l’intervento in Senato ad aprile, Giovanni Pitruzzella rilancia l’idea di una banca dati dei costi alla pompa, specificando in che modo costruirla. 
È certo che qualcosa di risolutivo va fatto se il prezzo della verde non sembra volersi schiodare dai quasi 2 euro al litro. Tra l’altro, la Sicilia è perfettamente in linea con la media nazionale di 1,80 euro, nonostante le cinque (inquinanti) raffinerie presenti sul suo territorio.

In una nota indirizzata al Presidente del Consiglio e al Ministro dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Authority per la Concorrenza ribadisce che la sua proposta non è solo in linea con quanto avviene in altri Paesi europei (come Francia e Spagna), ma è addirittura prevista dall’art. 51 della legge 99/2009.

L’obiettivo? Stimolare la concorrenza tra i vari gestori, consentendo all’automobilista un controllo dei prezzi praticati. Questo impedirebbe la costituzione ufficiosa di cartelli in grado di mantenere le tariffe praticamente sullo stesso livello ovunque. Anche perché la preferenza degli utenti per l’importo migliore costringerebbe gli altri competitor a rivedere al ribasso il loro tariffario.
Operazione, questa, possibile dal 2007, quando l’Antitrust ha abolito i prezzi consigliati unici in tutta Italia, proprio nel tentativo di fermare i rincari.

Ecco, nel dettaglio, come dovrebbe nascere il database. Il punto cruciale è riuscire a evitare “nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”, secondo quanto stabilisce la legge citata.
“Un attento esame delle esperienze estere (ed in particolare di quelle statunitensi) – chiarisce in proposito il documento a firma di Pitruzzella – potrebbe fornire utili elementi per ipotizzare sinergie tra pubblica amministrazione ed imprese private che già svolgono con successo in Italia questo servizio (ancorché basandosi solo sulle segnalazioni fornite in maniera discontinua e volontaria da parte degli automobilisti)”.
Il riferimento indiretto è a portali web come www.prezzibenzina.it, che monitorano costantemente i valori della benzina, localizzando sulle mappe i singoli distributori.

A questo punto, l’unico dubbio rimane sull’attendibilità delle cifre, soprattutto visto che, per comunicarle, i gestori degli impianti potrebbero avvalersi della collaborazione dei clienti. L’istituzione della banca dati, dunque, dovrà essere accompagnata da serie misure di verifica delle fonti di informazione.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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