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Fusione tra Alitalia e Wind Jet, l’Antitrust apre un’istruttoria
di Giuliana Gambuzza

9 tratte a rischio monopolio, mentre l’acquirente potrebbe ottenere anche un vantaggio reputazionale. Entro 45 giorni si conoscerà il parere definitivo dell’Authority sull’operazione

Tags: Alitalia, Windjet, Concorrenza, Antitrust



CATANIA - Tempi duri per i passeggeri dei voli low cost. Non bastava la scarsa trasparenza del prezzo complessivo del biglietto (istruttivo il caso di Vueling, che per anni ha indicato solo alla fine della transazione online il costo aggiuntivo per il pagamento con carta di credito). Ci si mettono pure gli attacchi alla concorrenza tra compagnie aeree che, in concreto, significano un probabile ritocco al rialzo del tariffario.

Il QdS denuncia da mesi il pericolo che la fusione di Wind Jet e Alitalia potrebbe costituire per le tasche dei consumatori. A febbraio, l’associazione dei consumatori catanese Veroconsumo ha recapitato all’indirizzo del Garante Giovanni Pitruzzella un esposto, in cui si fa portavoce della preoccupazione diffusa tra i viaggiatori. Adesso ad avanzare dubbi sull’operazione è la stessa autorità competente in materia.

L’Antitrust ha deciso di avviare un’istruttoria, con scadenza a luglio, “per verificare se l’acquisizione della compagnia Wind Jet da parte di Alitalia-Cai sia in grado di eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza”. Così si legge nella nota divulgata due giorni fa.

Sono a rischio di (quasi) monopolio ben nove rotte: quelle per Milano, Roma e Torino in partenza da Palermo e quelle per Bologna, Milano Linate, Milano Malpensa, Pisa, Roma e Venezia con decollo da Catania. Niente di strano che anche loro facciano la fine della tratta A/R Palermo-Napoli: stando a un’indagine realizzata di recente da Federconsumatori Sicilia, per effettuarla bisogna sborsare circa 225 €, cioè quanto un volo Alitalia che parte da Palermo, ma con destinazione Londra o una capitale del Nord Europa. Nello stesso tragitto prima c’era anche Air Italy, che garantiva un minimo di competizione sui prezzi; prima, appunto, di confluire in un altro vettore, Meridiana.

Tanto per fare un esempio sul modo in cui verrebbe a restringersi la concorrenza, nel capoluogo siciliano a coprire i voli diretti alla capitale, oltre ad Alitalia, rimarrebbero soltanto Blue Panorama e easyJet, che tra l’altro manca a Catania.
Secondo l’Antitrust, lo scalo più delicato resta quello di Milano Linate, dove gli slot sono limitati da precisi vincoli strutturali e regolamentari. In generale, la normativa di settore ne impedisce la concentrazione, concedendoli a società diverse proprio per evitare il monopolio. Anche se Wind Jet mantenesse gli attuali slot, una volta posta sotto il controllo esclusivo di Alitalia, di fatto non potrebbe più gestirli.

Ma c’è un’altra nota dolente che l’Authority si appresta a considerare. Stiamo parlando di un ulteriore beneficio competitivo che Alitalia otterrebbe dall’accordo. “Wind Jet – continua il documento – rappresenta da tempo uno dei più noti operatori low cost a livello nazionale e ha tradizionalmente concentrato le proprie attività sulle rotte da/verso la Sicilia, acquisendo una forte notorietà per i consumatori interessati a tali rotte”.

Un vantaggio collaterale, certo, che però non tarderebbe a tradursi in euro in più per la compagnia di bandiera, visto che l’utenza tende sempre a scegliere i prodotti che sono più economici o hanno fama di esserlo.



Al via la cassa integrazione per i dipendenti di Wind Jet
 
Prima la conferma dell’interesse a rilevare Wind Jet, giunta da Marco Sansavini, direttore vendite, distribuzione e customer care di Alitalia. Adesso la fondazione di una nuova Wind Jet SpA, dove far confluire lo staff e continuare così le operazioni di volo in attesa che si sciolga il nodo legato all’Antitrust. In caso di parere positivo, pare proprio che la compagnia di bandiera acquisirà la newco, scaricando i debiti accumulati sulla vecchia Wind Jet. I sindacati, presenti il 28 maggio alla convocazione da parte dei vertici della società di Pulvirenti, temono che Alitalia possa licenziare buona parte del personale attualmente in forza a Wind Jet, soprattutto quello di terra nonché i 62 operatori a tempo determinato. Si tratta di qualcosa di più di un semplice timore, se è vero che per i 442 dipendenti a tempo indeterminato verrà fatta richiesta di cassa integrazione per 48 mesi. Il vettore catanese fa marcia indietro sulla loro messa in mobilità, annunciata a fine aprile. La questione occupazionale rende più delicata la decisione dell’Authority: sarà difficile, infatti, considerare degna rivale di Alitalia un’azienda che prima licenzia in massa i suoi lavoratori e poi li mette in cassa integrazione.

Articolo pubblicato il 09 giugno 2012 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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