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Quotidiano di Sicilia

La Befana vien di notte di Michele Soavi

di Francesco Torre

Il ritorno al fantasy puro made in Italy coincide con il ritorno di uno dei pochi registi di genere nel panorama nazionale



LA BEFANA VIEN DI NOTTE
Regia di Michele Soavi, con Paola Cortellesi (Paola/Befana), Stefano Fresi (Mr. Johnny).
Italia 2018, 98’.
Distribuzione: Universal Pictures
 
Il ritorno al fantasy puro made in Italy coincide con il ritorno di uno dei pochi registi di genere nel panorama nazionale. La sorpresa (ma nemmeno tanto) del box office delle feste è “La Befana vien di notte” di Michele Soavi (“La Chiesa”, “Dellamorte dellamore” e tanta, tanta fiction tv, soprattutto nell'ultimo periodo), sceneggiato da Nicola Guaglianone (“Lo chiamavano Jeeg Robot”, “Indivisibili”, “L'ora legale”) e interpretato da Paola Cortellesi, che non ha bisogno di citazioni riguardo alla propria carriere cinematografica e televisiva.
 
Nel film la Befana del titolo è una maestra della scuola primaria con una doppia vita, che viene rapita da un misterioso produttore di giocattoli, tale Mr. Johnny, che intende vendicarsi di un torto subito mettendo a rischio l’Epifania di tutti i bimbi. A salvare la maestra/Befana ci penseranno però un gruppo di studenti, montando sulle loro biciclette e affrontando pericoli concreti e le proprie paure più intime.
 
Dopo i tentativi di Salvatores (“Il Ragazzo invisibile”) e di Mainetti (“Lo chiamavano Jeeg Robot”), Soavi prova la carta del fantasy puro, senza mettere in mezzo superpoteri, tute adamitiche ed effetti speciali digitali che riempiono buona parte dello schermo (anche se una certa aura di cinecomic ammanta tutto il film). Le citazioni sono evidenti, sia il regista che lo sceneggiatore hanno un debito nei confronti dei “movie brats” americani e del film fantasy/generazionale americano degli anni Ottanta, e questo trasforma il racconto in un lieve romanzo di formazione e allo stesso tempo conquista anche pubblici di fasce d’età diverse, accontentando così sia i bimbi che i genitori.
 
Lo script concede poco, pochissimo alle doti comiche di Paola Cortellesi, e questo è certamente un peccato, come pure non aver seriamente puntato a un casting più attento e maturo nella scelta dei ragazzi protagonisti. La leggenda tradizionale della Befana, però, è stata rispettata nel solco del rinnovamento, e il cinema italiano – che qui però produce con una major americana – respira aria di genere, conquistando anche pubblico in una stagione finora troppo asfittica al box office.
 
Voto: ☺☺1/2☻☻

Articolo pubblicato il 06 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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