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Quotidiano di Sicilia

Green book

di Francesco Torre

Oscar per il Miglior film. Un dramma interrazziale basato su una storia vera



GREEN BOOK
Regia di Peter Farrelly, con Viggo Mortensen (Tony Lip), Mahershala Ali (Don Shirley), Linda Cardellini (Dolores).
Usa 2018, 130’.
Distribuzione: Eagle Pictures
 
Premiato, non senza mugugni, con l’Oscar per il Miglior film, “Green Book” di Peter Farrelly (“Tutti pazzi per Mary”, “Io, me & Irene”, “Amore a prima svista”, una carriera legata a filo doppio a quella del fratello Bobby) è un dramma interrazziale basato su una storia vera, che il regista – come è nel suo Dna – intinge nel secchio della commedia.
 
Siamo negli Stati Uniti del 1962, all’epoca di John Fitzgerald Kennedy. Donald Shirley, raffinato pianista di formazione classica che, nel più banale dei cliché, in quanto uomo di colore nato in Giamaica trova la sua fortuna artistica nelle venature pop-jazz, si imbarca in un tour di concerti nel conservatore Sud del Paese. Lo accompagna Tony Vallelonga, o meglio Tony Lip, buttafuori italo-americano di night-club del Bronx, che il musicista assume per fargli da autista e bodyguard.
 
Come da prassi, durante la tournée, Shirley subirà pericoli e umiliazioni e Tony cercherà di tenerlo fuori dai guai. L’uno impartirà una lezione all’altro, ma sebbene l’epifania dell’autista riguardo ai pregiudizi contro i neri sia perno della vicenda, pure la trasformazione dell’artista grazie alla saggezza di strada di Tony lascia il segno ben più evidentemente.
 
Realizzato all’epoca dei fatti sarebbe senz’altro sembrato audace, ma adesso risulta una lezioncina di storia ben disposta su un letto di umorismo e calore umano. Non è poco. Premio Oscar anche a Mahershala Ali come Miglior Attore non protagonista e per la Sceneggiatura originale.
 
Voto: ☺☺1/2☻☻

Articolo pubblicato il 07 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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