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Record di presenze per Handy in anteprima nazionale

di Patrizia Penna

Prolungata fino al 3 maggio la proiezione al Cinestar I Portali di Catania il nuovo film di Vincenzo Cosentino



CATANIA - Doveva terminare giorno 26 aprile la proiezione in anteprima di Handy, film del regista catanese Vincenzo Cosentino, ma il record di presenze registrato al Cinestar de "I Portali" ha fatto prolungare la data di scadenza fino al 3 maggio.

Uno scrittore siciliano ha scritto per trent’anni con la mano sinistra, ignorando la destra, Handy per l’appunto, che decide di scappare via dal suo “proprietario” e diventa la mano scrittrice siciliana più famosa del mondo.
Handy è una metafora, la storia di molti siciliani costretti a “emigrare dal proprio corpo” per trovare fortuna all’estero, dove molte volte si inseguono e si raggiungono traguardi e riconoscimenti che qui non troviamo per via di un “corpo” troppo ingiusto e poco meritocratico.

Com’è nata l’idea di Handy?
“L’idea di Handy è nata dopo aver vinto una competizione (Flip Contest) al Festival Di Cannes nel 2008 con un cortometraggio chiamato The Flip Trip. Era la storia di una telecamerina portatile che fuggiva dal proprio proprietario perché voleva filmare per conto suo. Da lì nacque Handy, stessa storia ma con una mano invece che una telecamera.

Qual è il tuo rapporto con la Sicilia?
“Stupendo. La amo. Ci sono nato e ci voglio morire anche se non ora perché sono giovane.  Dopo aver proiettato Handy negli Stati Uniti ho deciso di “tornare a casa” e ho fatto di tutto per proiettare Handy anche qui in modo autonomo ma non sapevo che era praticamente impossibile. Non esiste un vero e proprio movimento indipendente di cinema in Italia ed è tutto chiuso dalle grosse distribuzioni, però non mi sono arreso e mi sono fatto tutta la Sicilia in macchina a convincere cinema dopo cinema a proiettare Handy invece che i film dei grossi distributori. è stata una bella sfida e l’ho vinta: proiettavano il trailer ed esponevano le mie locandine, una vera ribellione al sistema. è stato a quel punto che ho cambiato il titolo in “Handy: la rivolta delle mani siciliane”. Perché non si erano mai visti in Italia trenta cinema proiettare per mesi il trailer di un film indipendente e supportarlo, vedere alla cassa il personale del cinema dare i volantini ai clienti è stato un trionfo. I cinema amavano Handy e mi davano una “mano” senza chiedermi nulla in cambio. Mi dicevano “la gente è stufa di vedere sempre le stesse cose e sono loro a chiederci “quando esce Handy?”.
E poi anche le scuole che mi chiamavano per parlare di come avevo creato Handy, vedere tutti quei ragazzi emozionarsi al racconto di come avevo realizzato il film senza finanziamenti, lavorandoci da solo per quattro anni,  mi hanno dato la forza di continuare. Volevo mollare tutto e tornare in America dove ero stato apprezzato con Handy. Poi però ho deciso che dovevo restare e combattere per qualcosa che è diventato nel tempo qualcosa più di un semplice film.

Quali i tuoi prossimi progetti?
“Riposare. La vita è una e non si può andare sempre contro vento. E poi chi ha detto che devo fare il regista a vita? sono un tipo alla “mano” e mi so adattare!”

Articolo pubblicato il 27 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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