Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twittergoogle qds rss qds
Quotidiano di Sicilia



The Greatest Showman

di Francesco Torre

Prende le mosse dalla biografia del mitico impresario P.T. Barnum, che con il suo circo seppe dettare le regole del marketing mondiale



THE GREATEST SHOWMAN
Regia di Michael Gracy, con Hugh Jackman (P.T. Barnum), Michelle Williams (Charity Barnum), Zack Efron (Phillip), Zendaia (Anne Wheeler)
Usa 2017, 110’.
Distribuzione: 20th Century Fox.
 
Diretto da Michael Gracy sulla base di una sceneggiatura scritta da Jenny Bicks e Bill Condon, “The Greatest Showman” prende le mosse dalla biografia del mitico impresario P.T. Barnum, che con il suo circo seppe dettare le regole del marketing mondiale. La struttura del film si fonda sul combattuto percorso verso il successo del protagonista, in un continuo, lacerante, confronto tra la povertà dei natali e la ricchezza cui aspira e che già respira grazie all'amica d'infanzia e futura sposa Charity Hallett.
 
La storia di Barnum è leggenda abbastanza conosciuta anche in Italia, grazie ad Alessandro Baricco che proprio a lui dedicò una famosa rubrica: lavoratore precoce, mente rubata all'istituto scolastico per via dell'indigenza, dopo essersi trasferito a New York dal Connecticut a diciassette anni già possedeva un negozio di alimentari, a venti tutti gli uffici regionali della lotteria, a ventuno un giornale locale. Sebbene i suoi metodi non fossero sempre perfettamente legali, il suo impero editoriale non conobbe eventi avversi, vedendo una totale e globale affermazione come impresario circense.
 
Raccontando la sua storia, naturalmente edulcorata e del tutto traviata a fini drammaturgici, il film edifica un monumento al “sogno americano” e allo stesso tempo affronta in maniera politically correct il tema interrazziale e più in generale delle diversità. Le attrazioni del Circo Barnum, infatti, sono anche nani, donne barbute, “freaks”, cui l'esibizione dona dignità sociale e riscatto personale.
 
I numeri musicali “raccontano” ma allo stesso tempo “decorano” l'intreccio: un'esplosione di luci, ritmo e movimento che ben si accompagna all'universo Barnum, così come a una certa atmosfera natalizia da luci intermittenti colorate, grandi e disordinate abbuffate a tavola e un ipocrita sentimento temporaneo da “volemose bene”.
 
Eccessivamente ridondante e carico nella suo forma esteriore, “The Greatest Showman”, seppur interpretato da un cast eccellente, risulta però linguisticamente infantile, emotivamente semplicistico e del tutto astorico. E quindi il prodotto ideale per il pubblico delle feste.
 
Voto: ☺☺☻☻☻

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐