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Quotidiano di Sicilia



The Post diretto da Steven Spielberg con Meryl Streep e Tom Hanks

di Francesco Torre

Il racconto della vicenda legata ai cosiddetti "Pentagon Papers"



THE POST
Regia di Steven Spielberg, con Meryl Streep (Kay Graham), Tom Hanks (Ben Bradley), Matthew Rhys (Daniel Ellsberg).
Usa 2017, 118’.
Distribuzione: 01
 
Boscaglia vietnamita o metropoli in pieno giorno fa poca differenza per Steven Spielberg: tutti sembrano armati e pronti al combattimento, chi con fucili e chi con telefoni, e il fumo invade tutto. Eroe di questo perenne stato di tensione, Ben Bradley, direttore del Washington Post, fiuta uno scoop e si accaparra la notizia con le unghie e con i denti. Quale notizia?
Quella del rapporto segreto divulgato nel 1971 da Daniel Ellsberg, economista e uomo del Pentagono, per smascherare tutte le implicazioni militari e politiche legate alla guerra del Vietnam e con esse tutte le bugie pronunciate dai Presidenti della Repubblica che via via si sono trovati ad affrontare la questione. Notizia dapprima divulgata dal New York Times, ma resa poi di dominio pubblico dal Washington Post che, anche contro un'ingiunzione della Corte Suprema, grazie al coraggio del suo editore Katherine Graham assesterà un primo duro colpo all'amministrazione Nixon.
 
L’ode al giornalismo di Spielberg coincide con il primo incontro sul set tra Tom Hanks e Meryl Streep. Li conosciamo da anni, eppure continuano a sorprendere, come fa lo stesso regista che con grande lucidità dipana un intreccio davvero ingarbugliato (la trama complicata è da sempre il primo vero nemico dei film legati al giornalismo) e riesce, certe volte anche solo con piccoli e geniali lampi visionari, a includere nel racconto temi di grande impatto sociale come l'emarginazione professionale della donna nei salotti buoni della borghesia americana.
 
La ricostruzione d’ambiente è eccezionale, e la fotografia del fido Kaminski, che sfodera lenti larghissime e ci regala composizioni di grande impatto visivo, sembra proseguire sul solco di “Tutti gli uomini del Presidente”, il film di riferimento sul Washington Post.
Eppure, ciò che più piacevolmente salta agli occhi non è la ricostruzione storica ma il fatto che il film riesca a parlare, forse sì con gli eccessi retorici cui Spielberg ci ha più volte abituato ma sempre con grande abilità e senso cinematografico, della nostra epoca, dalle fake news alle minacce alla libertà di stampa.
  
Voto: ☺☺☺1/2☻

Articolo pubblicato il 07 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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