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Quotidiano di Sicilia

La forma dell'acqua

di Francesco Torre

Leone d'Oro allÂ’ultima Mostra del Cinema di Venezia, 2 Golden Globe e 13 nomination ai Premi Oscar



LA FORMA DELL’ACQUA
Regia di Guillermo del Toro, con Sally Hawkins (Elisa), Michael Shannon (Richard Strickland), Octavia Spencer (Zelda), Doug Jones (Uomo anfibio)
Usa 2017, 119’.
Distribuzione: 20th Century Fox
 
Elisa vive da sola a Baltimora. Le sue giornate scorrono sempre uguali, in un’epoca non dettagliata ma che dovrebbe corrispondere ai primi anni Sessanta. Comunica con il linguaggio dei segni, poiché è muta, e attende un cambiamento che si materializza nel corpo di un mostruoso essere anfibio che viene portato al laboratorio scientifico in cui lavora, potenziale arma contro la potenza sovietica.
Elisa lo coccola e lo idealizza, e l’assenza di comunicazione verbale è qualcosa che sembra unire i due in un legame che supera ogni convenzione sociale.
Da Fred Astaire a “Il mostro della laguna” fino a “Pigmalione”, sono tanti e vari i riferimenti e gli omaggi cinematografici che Guillermo del Toro (“Hellboy”, “Il labirinto del fauno”, “Crimson peak”) inserisce nel film della propria consacrazione artistica. Leone d’Oro all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, 2 Golden Globe e 13 nomination ai Premi Oscar, “La forma dell’acqua” si prepara a sbancare anche Los Angeles, coprendo il gap di allori tra l’autore e i suoi amici registi messicani Inarritu e Cuaron.
 
Niente, però, nel film sarebbe plausibile senza la presenza di Sally Hawkins, che mantiene palpabile e perenne la tensione della storia, la quale nel suo volteggiare in bilico tra i generi cinematografici e la linea della realtà, affronta tematiche anche molto serie con punte di ferocia, e mostra il sesso come forse mai si era visto sullo schermo.
 
Difficile definire la pellicola, e inevitabile il desiderio di rituffarsi nell’oceano di immagini sfolgoranti che la costituiscono. La sensazione è che il pastiche di del Toro contenga anche qualcosa di indigesto, ma è indubbio il fatto che funzioni. Anche perché, come in ogni favola che si rispetti, dietro a ciò che il senso comune ritiene indegno, orrido, pericoloso, ecco animarsi la gemma più preziosa del creato.
 
Voto: ☺☺☺1/2☻

Articolo pubblicato il 21 febbraio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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