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Quotidiano di Sicilia

 
East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Feb
18
2010

Il Ponte sullo Stretto. La celebrazione.


MESSINA. Grandinava, alle 15, davanti al Palazzo della Cultura, nuovo di zecca, intitolato dal Comune ad Antonello da Messina. Il freddo non ha placato l’ira di diverse decine di manifestanti "no-Ponte" che hanno assistito all’arrivo del ministro Matteoli, insultandolo, mentre la Polizia con difficoltà li teneva distanti. Le autorità c’erano tutte e la celebrazione del Ponte sullo Stretto è iniziata subito dopo. Ufficialmente era la presentazione del progetto e dei lavori, ma al di là dell’incontro tecnico il momento era atteso come un messaggio forte e deciso più del solito: il Ponte si farà, non ci sono ostacoli.
 
Il sindaco Buzzanca, il presidente della Provincia Ricevuto. Il governatore Lombardo. I politici sfilavano entusiasti e disegnavano un futuro roseo. Poi è stata la volta dei top manager. In particolare di Pietro Ciucci, ad della Stretto di Messina Spa e di Mauro Moretti, ad delle Ferrovie dello Stato. Hanno confermato lo stato di avanzamento dei progetti del Ponte e dell’Alta velocità in Sicilia. Poi, nel dettaglio, sono stati presentati i progetti veri e propri, che prevedono, oltre alla colossale opera che collegherà le due sponde di Sicilia e Calabria, una serie di altre infrastrutture come 40 chilometri di raccordi stradali e ferroviari o la nuova stazione dei treni che libererà il mare di Messina dall’ingombro dei binari restituendo alla città il suo waterfront.
 
Diversi i momenti in cui dalla sala si sono levate, con irruenza, le voci del "no". Puntuali le repliche delle istituzioni: "Abbiamo avuto 40 anni per parlarne e confrontarci, valutare i pro e i contro dell’opera, adesso questo Governo ha deciso, il Ponte si fa", le parole del ministro Matteoli.
 
In effetti, a chi abbia transitato da quelle parti sono noti i disagi e i tempi lunghissimi del traghettamento, sia in treno che in auto. Nota è anche la povertà di infrastrutture dell’Isola. Il Ponte, cattedrale nel deserto? A giudicare dalle intenzioni, non sembra. Il Ponte è l'opera madre delle altre opere. Si farà, per poi crescere al contempo anche il resto della “famiglia”. Un’infrastruttura per lo sviluppo.
 
Motivi per opporsi ce ne sarebbero tanti, ma in fondo, perché non provare invece a vedere quel che succede?  


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da cloclo da rg il 17/03/2010 14:21
si ponte!
Il ponte si deve fare, sarà l'opera prima per lo sviluppo intero della Sicilia e chi
non lo ha ancora capito è solo una persona ricca di pochezze! Non c'è sviluppo
senza infrastrutture, e le autostrade, le ferrovie potranno crescere e svilupparsi
solo con la costruzione di questa grande e meravigliosa opera che contribuirà a
rendere appunto grande e meravigliosa tutta la Sicilia e l'Italia.La Sicilia deve
potere camminare con le proprie gambe e non essere sempre trascinata per i
capelli dal laborioso nord. Il ponte è davvero importante perchè è incivile e
penoso dovere percorrere tutta l'Italia in treno in 24 ore! Roba da terzo mondo...

Inviato da giuseppe ingrassia da MARSALA il 18/02/2010 22:34
non ci serve il PONTE
non ci serve il PONTE .
1. ci servono le linee ferroviarie adeguate agli standard europei
2. ci servono le autostrade che colleghino Trapani-Agrigento,Ragusa.Siracusa.
3. ci servono gli aeroporti per Ragusa e Agrigento, DA ANNI ASPETTIAMO.
4. ci servono i Porti Industriali con depositi costieri a Messina ,Catania
Palermo,Agrigento e Trapani. SOLO DOPO si potrà parlare di Ponte, sempre conil consenso
dei SICILIANI

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