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East Coast di Carmelo Lazzaro Danzuso
il blog sulla Sicilia Orientale


Mar
04
2010

Tra i fumi e i paradossi del Petrolchimico di Siracusa


Ogni volta che mi trovo dalle parti della zona industriale di Siracusa, mi chiedo come si faccia a respirare quell’aria che sa di acido. Come si possa sopravvivere in mezzo a quei camini che non smettono di fumare nemmeno la notte. Mi chiedo come i nostri amministratori del passato abbiano potuto permettere la devastazione irreversibile di chilometri e chilometri di costa dove oggi ci sono solo grovigli interminabili di tubazioni, nelle quali scorrono solo veleni di cui nessuno solitamente vuole parlare.
 
Mi chiedo poi come si possa fare il bagno in estate in quel tratto di spiaggia che va dalla fine di Priolo a Marina di Melilli, tra le industrie del petrolio e le centrali elettriche, tra i resti abbandonati di alcune fabbriche che sono state costruite interamente (sottolineo: interamente!) in eternit mentre quel materiale si dissolve ogni giorno nell’aria, e a ben poco servono i cartelli di pericolo posti ai cancelli.
 
Ci sono ovunque i cartelli che vietano la balneazione, tranne in una piccola area dove l’amministrazione locale ha messo un po’ di piante e tiene pressoché pulita la strada. Una tiratina a lucido che stride però lo stesso in quel contesto dove l’uomo ha pensato a tutto fuorché all’ambiente.
 
Mi chiedo che senso abbia, più giù, chiamare un intero quartiere “Città Giardino”. E tante, tante altre domande che, mentre gironzolavo in auto proprio da quelle parti, mi hanno scatenato dentro un profondo senso di tristezza e di rabbia.
 
Continuavo ad osservare mentre pensavo a chi vive ogni giorno lì, a chi lavora nelle industrie e a chi abita nei comuni circostanti, capoluogo compreso. È stato in quel momento, all’improvviso, che il desiderio di scappare via ha preso il sopravvento. 


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Marco da PRIOLO il 08/03/2010 14:57
Provincia di Ariapura
Dopo aver letto questo articolo ricco di indignazione nei confronti di Priolo Gargallo e
del contesto ambientale che "a naso" l'autore ostenta, sorge spontanea la domanda...
"Carissimo autor gentile in quale spensierata cittadina ricca di prati verdi e di zone
incontaminate vivi?
grazie "

Inviato da Concetta Bosco da Priolo Gargallo il 05/03/2010 17:03
domanda :
non tutti possono scappare dal paese natio , e poi per andare dove ???
noi abitanti nati e cresciuti in questo paese , ce lo siamo chiesto mille e più mille
volte ..... ma non cè risposta a questa domanda che DIO ci aiuti

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